Pianeta atenei

Detrazione Irpef del 19% sulle tasse pagate per studiare

di Luciano De Vico

Le spese relative all’istruzione universitaria consentono di ottenere, attraverso la dichiarazione dei redditi, una detrazione Irpef pari al 19% dell’importo effettivamente pagato nell’anno. Lo sconto è calcolato sulle tasse di immatricolazione e di iscrizione, anche per gli studenti fuori corso, sulle soprattasse per esami di profitto e di laurea e sulle somme versate per partecipare ai test di accesso ai corsi di laurea. Altri costi, come ad esempio vitto, trasporto, seminari, testi e materiale didattico, non possono essere portati in detrazione, anche se idoneamente documentati.

Il bonus spetta anche per la frequenza di corsi di specializzazione, di perfezionamento, di dottorato di ricerca e per i master universitari. Sono equiparati alle università, ai fini che interessano, i nuovi corsi istituiti secondo il Dpr 212/2015 presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati, nonché gli istituti tecnici superiori. Per questi ultimi l’agenzia delle Entrate, nella circolare 7 del 4 aprile 2017 e sulla scorta di una recente nota del Miur, ha mutato il proprio precedente orientamento, che collocava gli Its nel segmento della formazione terziaria non universitaria.

Se l’università è statale, non è stabilito alcun limite di spesa su cui calcolare la detrazione. In tutti gli altri casi, invece, sarà un decreto del Miur, da approvare entro il 31 dicembre di ogni anno, a fissare un tetto massimo che tenga conto degli importi medi di tasse e contributi dovuti.

Come regolarsi per il 2016

Per il 2016 il decreto 993/2016 ha individuato i limiti di spesa in base alla collocazione geografica dell’università non statale e all’area disciplinare dei relativi corsi. Il decreto contiene le classi di laurea, di laurea magistrale e di laurea magistrale a ciclo unico afferenti alle aree disciplinari in cui sono stati suddivisi i corsi e le zone geografiche di riferimento delle regioni. L’importo indicato dal Miur comprende anche la spesa per il test di ammissione e l’imposta di bollo, ma non la tassa regionale per il diritto allo studio, che quindi deve essere aggiunta ai fini della detrazione.

Per i corsi di specializzazione universitaria, quelli di dottorato e per i master universitari di primo e secondo livello, la spesa massima su cui calcolare la detrazione coincide con l’importo più alto tra quelli presenti nella tabella, in relazione alla zona geografica dove ha sede il corso. Se invece si studia all’estero, il limite entro cui è consentita la detrazione è rappresentato dall’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla medesima area disciplinare nella zona geografica in cui lo studente ha il domicilio fiscale. Non fruiscono di sconti i contributi per il riconoscimento della laurea conseguita all’estero. Gli iscritti alle università telematiche riconosciute dal Miur, infine, devono fare riferimento all’area tematica del corso e alla regione in cui ha sede l’università.

L a procedura

Lo sconto fiscale si ottiene attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi, modello Unico o 730. I contribuenti che si avvalgono della precompilata troveranno le spese universitarie già inserite nell’apposito rigo del modello dichiarativo, poichè le università sono tenute a comunicare ogni anno alle Entrate gli importi pagati dagli studenti.

Vale il principio di cassa, per cui non conta l’anno cui la spesa si riferisce, bensì quello in cui è stata materialmente sostenuta. Se lo studente è a carico di altri soggetti - ad esempio i genitori - della detrazione possono usufruirne questi ultimi, ripartendo la spesa in base all’effettivo sostenimento e annotando sul documento la percentuale di ripartizione, se diversa dal 50%. In caso di coniuge a carico, si può detrarre l’intero importo.

Gli studenti fuori sede possono contare anche sulla detrazione Irpef, sempre nella misura del 19%, da calcolare sui canoni pagati in relazione a contratti di ospitalità, atti di assegnazione in godimento, o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative e sui canoni relativi a contratti di locazione stipulati o rinnovati (legge 431/1998), anche a uso transitorio. Per ottenere lo sconto fiscale, che non spetta in caso di subaffitto, occorre che l’università sia ubicata in un Comune distante almeno cento chilometri da quello di residenza dello studente e appartenga a una Provincia diversa. La detrazione per canoni di locazione compete anche agli studenti iscritti a un corso di laurea presso un’università estera, purché ubicata in uno Stato membro della Ue o in uno degli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo.

L’importo massimo su cui calcolare il 19% è pari a 2.633 euro annui.


© RIPRODUZIONE RISERVATA