Pianeta atenei

Atenei alle prese con la riforma: rivisti requisiti, fasce e quote

di Francesco Nariello

rivoluzione in corso per le tasse universitarie. Dopo l’introduzione, con lo Student act, dell’ultima legge di Bilancio, di una no tax area per gli studenti con Isee particolarmente basso e, in generale, di misure per il contenimento delle rette per chi proviene da famiglie con redditi medio-bassi, gli atenei hanno rimodulato i propri sistemi di contribuzione, rivedendo le fasce e i requisiti in base ai quali vengono fissate le quote a carico degli studenti.

Orientarsi nella giungla delle tasse universitarie è oggi quanto mai complesso. Ai cambiamenti in corso si aggiungono, infatti, altre variabili: gli importi da pagare, ad esempio, variano a seconda del tipo di laurea (triennale o magistrale), ma anche dell’area disciplinare in cui rientra il percorso di studi, con i corsi medico-scientifici più onerosi di quelli umanistici ed economici.

Anno accademico 2017-2018

Un punto fermo per l’anno accademico 2017-2018 sarà l’esonero totale dal pagamento delle tasse (esclusa imposta regionale), per gli studenti che appartengono ad un nucleo familiare con Isee inferiore o uguale a 13mila euro.

Per mantenere l’esenzione, però, bisognerà dimostrare di essere in corso (iscritti per la durata normale del corso di studio, aumentata di un anno) e di aver raggiunto un certo numero di crediti: nello specifico, in caso di iscrizione al secondo anno accademico, almeno 10 Cfu entro il 10 agosto del primo anno; per le annualità successive, invece, almeno 25 crediti formativi nei dodici mesi antecedenti la data del 10 agosto che precede la relativa iscrizione.

Per gli studenti con Isee tra i 13mila e i 30mila euro, in linea con i requisiti di merito, le tasse non potranno superare il 7% della quota Isee oltre i 13mila euro: con un Isee di 20mila euro, ad esempio, la retta non potrà andare oltre i 490 euro (il 7% di 7mila euro). Per chi, infine, ha una reddito familiare sotto i 30mila euro e raggiunge il numero minimo di crediti annui, ma risulta fuori corso, i contributi da pagare non possono essere più alti di quelli calcolati negli altri casi e aumentati del 50% (con un minimo di 200 euro).

Gli atenei

Tutte le università statali hanno dovuto mettere mano ai propri regolamenti su tasse e contributi a carico degli studenti. Alcune hanno già approvato le nuove regole, allineandosi alla legge nazionale, ma anche introducendo meccanismi specifici.

Alla Bicocca di Milano, ad esempio, la riforma appena varata elimina le fasce di reddito e introduce un sistema incentrato sulla progressività, riducendo il carico delle tasse - se in presenza di buoni risultati di studio - anche con valori Isee medi e medio-alti. Con il nuovo meccanismo di calcolo, in particolare, l’aliquota cresce in modo lineare dai 13mila euro di Isee fino al tetto di 76mila euro, a partire dal quale le rette raggiungono quote massime. In ogni caso, anche con redditi più alti, si resta ampiamente al di sotto del 7% indicato dalla legge, mentre ci sarà uno sconto del 9% sulle tasse per tutti gli studenti che, indipendentemente dal reddito, rispetteranno i requisiti di merito fissati dalla legge di Stabilità per mantenere le agevolazioni.

L’allargamento della no tax area fino a 23mila euro di Isee è la misura principale intorno alla quale si muove la revisione del sistema di contribuzione studentesche varata dall’università di Bologna alla quale si affiancano, tra l’altro, una serie di riduzioni progressive pensate per agevolare le famiglie con redditi medio-bassi: in generale, saranno avvantaggiati nuclei con redditi fino a 33mila euro. Per far quadrare i conti, tuttavia, l’università bolognese stima un aumento di circa il 5% degli importi massimi di contribuzione, comprensivo di adeguamento al tasso di inflazione, tranne che per i corsi più costosi .

Revisione in via di approvazione, invece, alla Federico II di Napoli e alla Sapienza di Roma, dove già per l’anno accademico 2016-2017 si era in parte anticipata la legge nazionale, varando sconti e agevolazioni, tra l’altro, per gli studenti con Isee al di sotto dei 30mila euro : l’intenzione è di proseguire su questa linea, ampliando la fascia dei beneficiari.


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