Studenti e ricercatori

Parte la corsa al camice bianco, solo 1 su 7 ce la fa

di Marzio Bartoloni

Da ieri e fino al prossimo 25 luglio sarà possibile iscriversi al temuto test di Medicina previsto per il 5 settembre. Quel giorno attraverso un esame a quiz – per i detrattori una “lotteria” - della durata di una partita di calcio compreso un maxi recupero (100 minuti in tutto) si deciderà se il sogno di indossare un giorno un camice bianco si potrà avverare oppure no. Per gli aspiranti dottori le forche caudine sono infatti il numero chiuso stabilito ogni anno dal Miur per accedere alle facoltà di Medicina per le quali quest'anno i posti disponibili sono ancora in calo: 9100 in tutto. Erano 9224 l'anno passato e 9513 nel 2015 e quasi 2mila in più solo cinque anni fa. Se si considera che ogni anno come minimo si presentano in oltre 60mila candidati, almeno 6 studenti su 7 restano fuori. Una delusione per molti che aspirano a fare il medico anche perché la laurea in medicina garantisce l'occupazione al 90% dei laureati.

Previsti 60 quesiti a risposta multipla
A decidere l'apertura ufficiale delle iscrizioni ai test di ammissione alle facoltà ad accesso programmato a livello nazionale per l'anno accademico 2017/2018 sono i consueti decreti, appena firmati dalla ministra Fedeli, che definiscono i contenuti e le modalità di svolgimento delle prove di ammissione che replicano il modello dell'anno scorso. La prova di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria è unica per entrambi i corsi ed è di contenuto identico in tutte le sedi in cui si svolge. Sono previsti, come lo scorso anno, 60 quesiti a risposta multipla: 2 di cultura generale, 20 di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica. La prova di ammissione si svolgerà il 5 settembre prossimo e avrà inizio alle ore 11.00. Per il suo svolgimento sarà assegnato un tempo di 100 minuti. Le domande possono essere presentate esclusivamente on line sul portale www.universitaly.it. Le graduatorie nazionali saranno pubblicate il prossimo 3 ottobre.

La determinazione del numero di posti
Nel 2015 l'allora ministra dell'Istruzione, Stefania Giannini, aveva proposto di abolire il numero chiuso a Medicina, in favore di uno sbarramento al primo anno che selezionasse i migliori studenti. Ma poi non se n'è fatto più nulla, anche per le resistenze delle università spaventate dall'idea di dover gestire un numero insostenibile di iscritti al primo anno. E così ogni anno si replica il film dei test, con il consueto corollario di polemiche sui quiz e l'ormai tradizionale pioggia di ricorsi ai Tar che ogni anno ha consentito comunque a diverse centinaia di studenti di iscriversi in sovrannumero. In più il numero dei posti disponibili ogni anno, anche se di poco, si riduce. Il Miur comunque ha fatto sapere che la determinazione del numero di posti disponibili tiene conto del fabbisogno del Servizio sanitario nazionale – deciso di intesa con le Regioni in base al futuro assorbimento di camici bianchi - e di quello espresso dal ministero della Difesa per le esigenze organiche delle Forze Armate. In particolare, per Medicina e Chirurgia i posti previsti dall'accordo in Conferenza Stato-Regioni a maggio - segnala il ministero - erano 8.700, incrementati poi a 9.100 con il decreto appena pubblicato , tenendo conto della capacità formativa e della disponibilità di posti espressa dalle Università.


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