Pianeta atenei

Più innovazione e tecnologie per i «tecnici» del futuro

di Andrea Curiat

Gli ingegneri e gli architetti del futuro? Sono digital, specializzati e pronti a entrare sui mercati internazionali. I nuovi corsi di laurea proposti dagli atenei italiani coniugano una solida base tecnica con le nuove competenze richieste dal mondo del lavoro.

L’università di Padova sta rilanciando la propria offerta: si comincia dal nuovo corso di laurea magistrale in ingegneria dell’innovazione del prodotto, che nasce per rispondere a precise esigenze delle imprese e si ispira espressamente alle specifiche formative del Mit di Boston. Sbocco naturale, in pochi anni, è la funzione di responsabile tecnico o di direttore di produzione/stabilimento. In lingua inglese i nuovi corsi in Ict for internet and multimedia e ingegneria matematica.

Alla Liuc debutterà la magistrale in progettazione e gestione della fabbrica intelligente, con insegnamenti di lean production, tecnologie e strumenti per la fabbrica intelligente, data analytics per la gestione della fabbrica (tutti svolti anche in lingua inglese). All’ateneo di Castellanza (Varese) i posti disponibili per ingegneria sono 120 per le triennali e 85 per le magistrali, con un test di ammissione obbligatorio per gli studenti con voto di maturità inferiore a 80/100 (prossima data: 20 luglio).

Dal Politecnico di Milano, Graziano Dragoni, direttore generale, commenta: «Quasi il 90% dei nostri laureati in ingegneria trova lavoro a un anno dalla laurea. La percentuale è leggermente più bassa per i laureati in architettura, ma il dato resta comunque positivo. Le aziende continuano a cercare professionisti tecnici, e gli sbocchi sono quasi equamente suddivisi tra Pmi, grandi imprese italiane e multinazionali. Un dato interessante è che quasi il 40% di chi si laurea in architettura, poi, lavora in proprio, come libero professionista».

Secondo Dragoni, molti sbocchi in ambito di ingegneria sono legati all’efficientamento dell’automazione e alle nuove competenze digitali, «dalla cyber security ai big data, sino alle applicazioni che mirano a migliorare la produttività industriale. Sia per architettura sia per ingegneria, poi, sono particolarmente importanti le opportunità legate alla green economy e all’efficienza energetica».

Di nuova attivazione è la laurea magistrale in innovation design, presso il dipartimento di architettura dell’università di Ferrara in interateneo con l’università di Modena e Reggio. Il corso, in lingua inglese, mira a fornire competenze, metodi e strumenti per lo sviluppo di progetti di design innovativi e basati sulle esigenze delle persone, coniugandoli con l’analisi di fattibilità, di sostenibilità e di mercato. Il laureato può lavorare in tutti i campi del design, come professionista autonomo o in Pmi e aziende manifatturiere.

«Una laurea in ingegneria è di sicuro un buon punto di partenza per l’avvio di una carriera, in settori e ambiti anche molto diversi» commenta Elisa Zonca, project manager & career advisor di Randstad youth@work. «I profili ingegneristici sono solitamente occupati in ruoli di responsabilità e di ricerca e sviluppo. Oltre alle competenze tecniche tipiche del corso di laurea, all’ingegnere che affronta il mercato del lavoro sono sempre più richieste digital skills, attenzione particolare all’innovazione, creatività e capacità di risolvere problemi complessi». Secondo Zonca, l’architetto, più legato al mondo dell’edilizia civile, è un profilo tecnico che trova occupazione in micro imprese di progettazione o design e trova meno sbocchi nell’industria: «Sia per ingegneri sia per architetti a conclusione della laurea un master può essere utile per specializzarsi ulteriormente e per avvicinarsi alle professioni del futuro, che in molti casi guardano alla digitalizzazione e alle tematiche green».

Attenzione, perché l’iscrizione ai corsi di laurea in architettura richiede il superamento del test di ammissione fissato dal Miur al 7 settembre. Salvo cambiamenti nel nuovo bando, la prova di ammissione è costituita da 60 domande a risposta multipla (con 5 possibilità di scelta) suddivisi tra cultura generale, ragionamento logico, storia, disegno e rappresentazione, fisica e matematica. Ogni risposta esatta vale 1,5 punti, una in bianco 0 mentre un errore ne sottrae 0,4. Tempo totale per rispondere: 100 minuti. L’accesso alle facoltà di Ingegneria, invece, non è regolamentato a livello ministeriale. Ogni università è libera di adottare o meno un sistema di preselezione; molte aderiscono al test del Consorzio Cisia, che si terrà il 4 settembre nella versione cartacea e in diverse date per la versione online (Tolc). La prima prevede 80 quesiti in 150 minuti, la seconda 40 in 105. Le domande vertono su temi di logica, comprensione verbale, matematica e scienze chimiche e fisiche.


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