Pianeta atenei

Lettere, beni culturali, lingue in recupero grazie al digitale

di Francesco Nariello

Versatilità, ampio bagaglio culturale e flessibilità mentale, con una spiccata propensione ad adattarsi a diversi contesti lavorativi. Da affiancare, però, alla conoscenza di tecnologie digitali e social network, alla capacità di coordinare progetti e lavorare in team, alla forte attitudine comunicativa, nei confronti di una clientela sempre più internazionale. Sono i punti di forza che il mercato del lavoro apprezza e richiede ai neolaureati in discipline umanistiche, da lettere a lingue, da comunicazione a filosofia, fino ai beni culturali.

Anche se i tassi di occupazione restano a livelli deboli rispetto alla media - 74,9% per i laureati in lettere e 82,1% per quelli in lingue - tra gli sbocchi più gettonati per i laureati di quest’area ci sono - secondo la banca dati i Monster.it - quelli relativi a figure in ambito risorse umane e marketing, back office/export e commerciale.

La preferenza per la laurea in filosofia si ritrova in annunci per le funzioni relative alle risorse umane, per ruoli come Hr specialist.

Chi proviene da lettere e beni culturali è richiesto, tra l’altro, sul fronte del management culturale, con attitudini in sviluppo e gestione di progetti. Mentre un percorso in scienze della comunicazione può aprire porte nell’ambito della gestione di eventi oppure per profili tipici come il digital pr o specialista della comunicazione, meglio se con solide competenze nell’uso di web e social network.

«Per i laureati in discipline umanistiche - spiega Elisa Schiavon, marketing manager di Monster.it - è sempre più alta l’attenzione che i selezionatori ripongono su soft skills e capacità collaterali. Se da una parte, infatti, si guarda alla laurea conseguita, dall’altra rappresentano un forte valore aggiunto fattori come avere fatto esperienza di lavoro all’estero o possedere comprovate capacità di lavorare in team e di problem solving».

Sul fronte universitario, sono molti gli atenei che puntano ad arricchire e aggiornare la propria offerta formativa in ambito umanistico, proponendo nuovi - e talvolta innovativi - corsi di laurea. Si rivolge, ad esempio, a chi è interessato a esplorare il campo degli studi letterari, linguistici e delle arti, facendo perno su tecnologie digitali e multimediali, la nuova magistrale (in inglese) in digital humanities and digital knowledge che l’università di Bologna lancerà per l’anno accademico 2017-18: si spazierà dalla digitalizzazione di testi antichi a esperienze multimediali per mostre e musei.

L’integrazione tra discipline è il segno distintivo della nuova triennale in comunicazione interlinguistica applicata alle professioni giuridiche messa a punto dall’università di Trieste, con una formula che connette la conoscenza delle lingue alle esigenze specifiche del diritto.

Alla Ca’ Foscari di Venezia - dove è partita lo scorso anno la triennale “multidisciplinare” in philosophy, international and economic studies - si conferma il respiro internazionale con il lancio del double degree in lettere/italian studies, in collaborazione con l’university college London, che rilascia il doppio titolo accademico. Nel tentativo di dare un taglio innovativo al filone filosofico si inserisce il corso magistrale in filosofia dell’informazione, che ha debuttato all’università di Urbino, introducendo una parte specifica su linguaggio della rete e social media.

In programma alla Sapienza due nuove lauree umanistiche magistrali, entrambe in inglese: il corso in english and anglo-american studies e quello in classical archaeology realizzato in forma telematica, con sessioni “in presenza” legate ad attività pratiche.

Punta sui beni culturali di Roma, invece, la nuova magistrale (in inglese) dell’ateneo di Tor Vergata in art history in Rome, from late antiquity to the present, che si concentrerà su gestione/conservazione del patrimonio e utilizzo di strumenti informatici.

Si chiamerà gestione del turismo culturale e degli eventi la laurea magistrale predisposta dall’università di Udine, con due caratteristiche fondamentali: uso della teledidattica e secondo anno in inglese. Di nuova istituzione a Padova ci sarà, invece, il percorso biennale in sviluppo territoriale sostenibile, che prevede mobilità internazionale degli studenti presso le università di Leuven, Sorbona di Parigi e la brasiliana Catholica Dom Bosco.

La connessione tra i saperi relativi a educazione/formazione e quelli della comunicazione, mediati dalle tecnologie digitali, è l’obiettivo di media education, nuova laurea biennale (blended) proposta dall’università Cattolica a Milano: previste partnership con aziende del settore It.

Tra gli ultimi nati a Parma, infine, c’è il corso - partito lo scorso anno con boom di iscrizioni - in comunicazione e media contemporanei per le industrie creative.


© RIPRODUZIONE RISERVATA