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Interpreti e traduttori: scuole al top da Trieste a Roma

di Francesco Nariello

Inserirsi in un mercato del lavoro sempre più globalizzato, in ruoli che spaziano dal business interpreting, presso aziende operanti in contesti internazionali, alla comunicazione interlinguistica nei servizi pubblici, come ospedali o tribunali. Sono alcuni degli sbocchi per chi intraprende un percorso di laurea per diventare interprete o traduttore.

Tra le opzioni più prestigiose, in Italia, ci sono le ex scuole superiori (oggi dipartimenti) delle università di Trieste e di Bologna, gli atenei italiani che, insieme all’università degli studi internazionali di Roma (Unint), fanno parte della Ciuti, associazione internazionale delle migliori facoltà per interpretariato e traduzione. Si tratta spesso di corsi a numero programmato, con prove di ammissione nella prima (e talvolta anche in una seconda) lingua straniera.

L’offerta linguistica della scuola di Trieste - oggi dipartimento di scienze giuridiche, del linguaggio e dell0interpretazione e della traduzione (Iuslit) - prevede la laurea triennale in comunicazione interlinguistica applicata e la magistrale in traduzione specialistica e interpretazione di conferenza. Dal 2017-2018, inoltre, si aggiunge la triennale in comunicazione interlinguistica applicata alle professioni giuridiche, con sbocchi dagli studi forensi e notarili di rilievo internazionale agli uffici legali di imprese e istituzioni italiane e straniere.

Sul fronte placement, osserva Lorenza Rega, direttore dello Iuslit, «è in crescita il filone del public service interpreting, dall’ambito ospedaliero a quello giudiziario. Sono molte anche le chance nel commerciale». Restano validi, inoltre, sbocchi tradizionali in uffici diplomatici e istituzioni internazionali.

Uno degli elementi caratterizzanti i percorsi di studio del dipartimento interpretazione e traduzione (Dit) dell’ateneo di Bologna, campus di Forlì, è la spinta verso le tecnologie: lo scorso anno sono stati introdotti moduli sull’uso di strumenti informatici dedicati, tra l’altro, a traduzione assistita, automatica, post editing. «Dal 2017-2018 - spiega il direttore Rafael Lozano Miralles - partiranno corsi di traduzione audiovisuale, dal doppiaggio ai sottotitoli, ma anche di “localizzazione” di software e videogiochi». Alla triennale in mediazione linguistica interculturale si abbinano due magistrali, in specialized translation e in intepretazione .

Tra gli atenei privati c’è l’Unint di Roma, che offre corsi di laurea per interpreti e traduttori, sia triennale sia magistrale. Anche lo Iulm di Milano propone il percorso completo, di cui la triennale (interpretariato e comunicazione) in collaborazione con l’istituto Carlo Bo, che a sua volta ha all’attivo la laurea in scienze della mediazione linguistica.


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