Pianeta atenei

Non solo ricerca: Ict e consulenza per gli esperti di formule e numeri

di Alberto Magnani

Analisi dei dati, scienze dei materiali, conservation science applicata al patrimonio artistico italiano.

Le università rinnovano l'offerta didattica dei corsi scientifici, da matematica a chimica, con proposte che toccano da vicino sia l’evoluzione delle discipline sia le esigenze del mercato del lavoro. La ricerca è un approdo naturale, ma continuano a crescere opportunità tra management, Ict e consulenza.

Una delle novità principali per il 2017-2018 arriva dall’università Milano-Bicocca, con il lancio di un corso di laurea magistrale in data science (analisi dei dati informatici). Il corso si articola in due curricula orientati alla formazione di analytical data scientist (figura che conosce a fondo le tecniche di analisi ed è capace di svilupparne di nuove) e un business data scientist (specializzato nell’estrazione di dati con un certo valore economico per le aziende).

Più orientate sul ramo farmacologico e biologico le lauree inedite dell’università di Bologna, dove spiccano i corsi come genomics e materials physics and nanoscience (Mano). La laurea triennale in genomics, istituita nella scuola di farmacia, biotecnologie e scienze motorie, forma una figura professionale capace di applicare l’informatica, la matematica e la statistica all’analisi del genoma e derivati. Materials physics and nanoscience, nuovo curriculum della laurea magistrale in fisica, utilizza strumenti e metodi di insegnamento tratti dagli ultimi risultati della ricerca sul tema delle nanoscienze.

Sempre sul confine tra scienze pure e medicina si inserisce il corso di laurea magistrale pharmaceutical biotechnologies, interamente in inglese e al via dal 2017-2018 all’università di Padova. L'obiettivo è trasferire una «solida preparazione nelle discipline biochimiche, biologiche, farmacologiche, farmaceutiche e bioinformatiche necessarie per lo studio, progettazione, produzione e formulazione di farmaci biotecnologici», con sbocchi dai laboratori diricerca e sviluppo alla consulenza per aziende e organizzazioni.

Poco più a Nord, l’università di Trento conferma la (giovane) laurea di primo livello in scienze e tecnologie biomolecolari: un curriculum che somma attività più tecniche di laboratorio con un’attenzione per la bioetica, il biodiritto e la sicurezza nel settore biotecnologico. Le figure professionali formate sono quelle di specialisti nelle scienze della vita e in particolare biologi, biochimici, biotecnologi alimentari e microbiologi.

Spostandosi a Roma, l’università La Sapienza farà debuttare nel prossimo anno accademico tre corsi di ambito fisico, biotecnologico e nelle scienze per la conservazione dei beni culturali. Il nuovo curriculum della laurea magistrale in fisica, particle and astroparticle physics, si concentra sull’approfondimento degli aspetti sperimentali e teorici della fisica delle particelle elementari.

La laurea magistrale in genetica e biologia molecolare, con doppio curriculum in italiano e in inglese, si rivolge alla formazione di specialisti capaci di svolgere attività di ricerca ad alto livello nel settore delle scienze bio-molecolari. Anche la laurea magistrale in scienze e tecnologie per la conservazione dei beni culturali si amplia dall’anno prossimo con un curriculum in inglese. L’obiettivo del programma è formare esperti e ricercatori in conservazione dei beni culturali e dell'archeometria (conservation scientists), in grado di analizzare problemi conservativi e individuare i processi di degrado.

Fin qui l'offerta didattica e gli sbocchi previsti dagli atenei. Sul fronte occupazione i dati di AlmaLaurea evidenziano che a cinque anni dal titolo il tasso di occupazione è dell’85,9 per cento per i laureati del gruppo chimico-farmaceutico e dell’88,4 per cento per quelli del gruppo scientifico, dati che si riferiscono ai laureati magistrali del 2011 intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo.

Quanto agli sbocchi, secondo gli addetti ai lavoro, i neodottori di matematica e fisica possono fare strada nei settori di consulenza e Ict, con ruoli che vanno dall’analisi finanziaria all’ingegneria del sofwtare. Più specifici i profili per i biologi: tra le aree più ricorrenti ci sono laboratori, controllo qualità, ricerca e sviluppo. In questo ambito le figure cercate possono andare dall’informatore scientifico al product manager.


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