Pianeta atenei

Mix di saperi e sguardo all’estero nei percorsi economico-sociali

di Andrea Curiat

Focus internazionale, corsi in lingua inglese e integrazione con altre discipline. Così gli atenei italiani stanno rinnovando la propria offerta formativa nelle aree di economia, scienze politiche e giurisprudenza. Un’area che, secondo i dati di AlmaLaurea, registra un tasso di occupazione dei laureati a cinque anni dal titolo dell’89,3% per economia, dell’82,1% per scienze politiche e del 74,7% per giurisprudenza.

Per quanto riguarda gli sbocchi per chi si laurea in questi settori, Lorenzo Biffi, attraction manager di Adecco group Italy, commenta: «I nuovi trend riguardano il mondo della digital transformation, dei big data, dell’industry 4.0. Le nuove professioni in ambito economico, che si affiancheranno a quelle esistenti, saranno ad esempio quelle che svilupperanno un contenuto funzionale e gestionale per il robot advisoring». Secondo Biffi, la necessità di saper analizzare e interpretare i dati per prendere decisioni apre l’orizzonte a nuove professioni che oggi solo intravediamo: «Si aprono scenari nuovi soprattutto in ambito legale, dove i temi legati alla gestione e alla proprietà dei dati nel mondo digital e social sono settori non ancora approfonditi».

A queste esigenze risponde ad esempio il nuovo corso di laurea triennale di economia e statistica per le organizzazioni dell’università di Torino: un corso caratterizzato da una forte interdisciplinarietà con la statistica, finalizzato a formare figure professionali in grado di assumere, in autonomia, decisioni economiche complesse supportate dall’analisi dei dati. Il corso forma figure professionali, come il data analyst, il risk manager o il tecnico marketing, tutti profili oggi richiesti dal mercato del lavoro. Ci sono poi la laurea triennale a numero chiuso in business & management, che fornirà agli studenti conoscenze quantitative e analitiche relative alla comprensione degli aspetti economici, sociali, politici e legali necessarie alle decisioni aziendali; e la nuova laurea magistrale in inglese in business administration, che coinvolge docenti stranieri per formare aspiranti manager e dirigenti.

La Liuc di Castellanza lancia quest’anno la magistrale in entrepeneurship&innovation, interamente in lingua inglese e aperta a un numero limitato di studenti, per formare laureati con forti competenze manageriali e imprenditoriali.

L’università di Udine organizza, nella sede di Pordenone, il nuovo corso di laurea triennale ad accesso programmato in banca e finanza, appartenente al dipartimento di scienze economiche e statistiche. Gli studenti apprendono, in particolare, le tecniche operative delle aziende del settore bancario, finanziario e assicurativo, per poi trovare sbocchi occupazionali nel settore o nell’ambito degli intermediari finanziari (creditizi, assicurativi e mobiliari) e nell’esercizio delle libere professioni (consulente indipendente, promotore finanziario o broker assicurativo).

Il nuovo corso di laurea triennale in management pubblico e della sanità presso l’università Statale di Milano offre un approfondimento interdisciplinare delle competenze economico-manageriali, politico-sociali, giuridiche e psicologiche. Gli sbocchi principali sono nelle amministrazioni pubbliche, in ruoli di responsabilità di medio livello, ma anche nelle società private che devono gestire i rapporti con le Pa, nelle aziende sanitarie, nelle società di consulenza, nel non profit e nei media.

Raffaella De Felice, responsabile del career service dell’università Luiss di Roma, commenta: «Oggi un numero importante di richieste di lavoro viene dalle società di consulenza, soprattutto per i nuovi mercati digitali e tecnologici. In ambito economico si sta affermando il marketing strategico, di prodotto e di business, o legato all’analisi quantitativa di big data: competenze che spesso i ragazzi sottovalutano, e ormai ben distinte dall’area di comunicazione pura». Per quanto riguarda i neolaureati in giurisprudenza, «al di là del mondo pubblico gli sbocchi principali sono nei grandi studi italiani e internazionali. Mentre sul fronte delle scienze politiche le relazioni internazionali e il fund raising sono due settori che richiedono un numero crescente di giovani con competenze specifiche», aggiunge De Felice.

Proprio in ambito giuridico è da segnalare il nuovo corso in integrazione giuridica europea e diritti umani dell’università di Perugia, destinato alla formazione di un giurista europeo capace di orientarsi in ordinamenti multilivello e tradizioni giuridiche diverse. L’offerta formativa è pensata per chi vuole lavorare negli uffici di relazioni internazionali, nel terzo settore e negli studi professionali e società di consulenza con vocazione internazionale.


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