Studenti e ricercatori

Borse di studio, il 2017 deve essere il primo anno con il 100% di idonei beneficiari

di Andrea Torti *

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Il 2016/2017 è il primo anno accademico in cui le regioni hanno beneficiato del fondo integrativo statale per le borse di studio di 217 milioni; dopo anni di mobilitazioni e battaglie, dopo la raccolta di oltre 50mila firme per la presentazione di All-In, legge di iniziativa popolare per il Diritto allo Studio, finalmente la legge di stabilità 2016 ha previsto 50 milioni di euro in più nel Fondo integrativo statale (Fis), confermati quest’inverno per i prossimi tre anni. Tuttavia questo incremento non è bastato per eliminare la vergogna tutta italiana dell'idoneo non beneficiario alle borse di studio, nonostante si tratti di un obiettivo più volte dichiarato dal sottosegretario Faraone.

Nel 2016/17 l’Italia è ancora spaccata in due
I dati comunicati dagli enti per il diritto allo studio fotografano ancora una volta un'Italia spaccata in due: se da un lato, le Regioni che garantiscono la borsa di studio a tutti gli idonei e mantengono i requisiti di reddito al massimo possibile sono sensibilmente aumentate negli anni, dall'altro, i dati di moltissime Regioni rimangono drammatici: A Napoli e Salerno gli idonei che hanno ottenuto la prima rata della borsa di studio sono solo il 55%, con una soglia Isee per l’accesso ai benefici ancora ferma a 15.900 euro, in Calabria il 67% e in Sicilia l’80%. Anche in Veneto e Puglia la situazione rimane difficile, in entrambe le regioni più di 1500 studenti stanno ancora aspettando la prima rata della borsa di studio.

Eliminare le differenze territoriali
Per azzerare le sperequazioni territoriale è innanzitutto necessario innalzare le soglie Isee in tutte le Regioni fino a 23mila euro e l’Ispe a 50mila, cioè fino alle soglie massime, appena confermate anche per il prossimo anno accademico. Inoltre, è urgente rivedere il riparto del Fondo Integrativo Statale come previsto dalla legge di stabilità 2017, garantendone l'erogazione entro il 30 settembre. Come indicato dal Consiglio nazionale degli studenti universitari, bisogna passare da un sistema imperniato sulla spesa delle Regioni ad uno più attento ai fabbisogni regionali, da calcolare sulla base del numero degli idonei alla borsa di studio, del numero di posti alloggio destinati agli idonei fuori sede, dei contributi di mobilità internazionale erogati e del numero dei pasti erogati agli studenti. In questo momento ci sono Regioni come la Lombardia che con 14.798 idonei ha ottenuto 23,1 Milioni o il Lazio che con 14.535 idonei ha ottenuto 29 milioni, a fronte di Regioni che, con pochi meno idonei, ottengono molto meno: è il caso per esempio di Campania e Sicilia che con rispettivamente 11.701 e 13.456 idonei hanno ottenuto un fondo integrativo statale più che dimezzato, di soli 7,7 e 13 milioni.

Raggiungere il 100% di idonei beneficiari di borsa di studio
Accanto a questi primi semplici passi è necessario però intervenire anche sulle risorse, oggi non ancora sufficienti a garantire la copertura totale delle borse di studio. In riferimento a ciò, un primo intervento dovrebbe essere lo spostamento sul fondo integrativo statale dei 45 milioni destinati all'inutile, quanto dannoso, provvedimento delle 400 superborse e l'applicazione della norma riguardo gli stanziamenti delle Regioni, affinché siano effettivamente almeno pari al 40% del Fondo integrativo statale.

Invertire la rotta dell’università italiana
Se le misure auspicate ci avvicinassero alla copertura di tutte le borse di studio, si tratterebbe solo di un piccolo passo verso un’università accessibile per tutti e tutte. La percentuale di studenti idonei alla borsa sugli iscritti, infatti, si assesta ancora una volta al di sotto del 10%, così oltre ad essere l'unico Paese europeo che vede calare il numero di laureati, rimaniamo anche l'ultimo Paese per agevolazione agli studenti a basso reddito. Per invertire la rotta bisogna garantire a tutti il diritto allo studio, approvando All In, la legge di iniziativa popolare depositata in parlamento corredata da più di 50.000 firme, in cui si prevede l’aumento delle borse, l’estensione dei servizi mensa e alloggi e l’estensione della no tax area, verso un’università gratuita per tutti.
* Coordinatore Nazionale di Link - Coordinamento Universitario


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