Pianeta atenei

Università: Politecnico di Milano, Bologna e Pisa tra le prime 200 al mondo

di Natascia Ronchetti

In un anno ha scalato 20 posti posizionandosi così nella top 200 delle migliori università del mondo e confermandosi prima in Italia per la reputazione accademica. L’ultima edizione della classifica di Quacquarelli Symonds, la società inglese che dal 2004 mette sotto la lente d’ingrandimento gli atenei, lancia l’Università di Bologna tra le più prestigiose a livello internazionale. E per la prima volta ci sono quattro italiane tra le prime 200. Il Politecnico di Milano, al 170° posto, è la prima università italiana nella classifica generale . Bologna risulta al 188° posto, davanti alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (che si posiziona al 192° posto) e alla Scuola Normale Superiore di Pisa (sempre al 192° posto, condiviso anche dalla giapponese Keio University).

La classifica
La classifica generale, per la cronaca, vede quattro università statunitensi e una inglese ai primi cinque posti. Nell’ordine: Mit (Massachusets Institute of Technology), Stanford University, Harvard University, Caltech (California Institute of Technology) e University of Cambridge (appena davanti a Oxford).
Tornando in Italia, fuori dai primi 200, si trova un’altra istituzione italiana, La Sapienza di Roma (215°); mentre l’Università di Parma è al 296° posto. Il Politecnico di Torino è 307° e l’Università di Milano al 325° posto. Più indietro, l’Università di Pisa è nel range 421-430, quella di Trento nel gruppo 441-450; Università di Firenze e Roma Tor Vergata sono nel gruppo 461-470. Università Cattolica del Sacro Cuore e Napoli Federico II sono appaiate nel range 481-490. Gli atenei di Pavia e Torino sono insieme tra il 551° e il 600 ° posto. Milano Bicocca si trova nel gruppo 651-700. Nel gruppo che va da 701 a 750 si trovano quattro atenei: Ca’ Foscari di Venezia, Genova, Modena e Reggio Emilia e Trieste; invece, Ferrara, Perugia e Roma Tre si trovano tra il 751° e l’800° posto, così come l’Università di Brescia. Ancora più indietro, nel gruppo che va dal posto 801 al mille, si trovano Catania, Siena e Palermo, come anche le Università di Bari e Verona.

Polimi primo tra gli italiani
Primo tra gli atenei italiani, per il terzo anno consecutivo, il Politecnico di Milano, che rispetto all’anno scorso ha guadagnato 13 posizioni (e 60 negli ultimi cinque anni). Sale inoltre di 11 posizioni in Europa, passando dall’85esimo al 74esimo posto. Un risultato, spiegano dal Politecnico, che premia le politiche degli ultimi anni, rivolte a una formazione sempre più attenta alle trasformazioni del mondo delle professioni e a una ricerca che si confronta con le sfide internazionale.
L’Alma Mater, che ha già il primato di essere il più antico ateneo dell’Occidente (è stata infatti fondata alla fine dell’anno Mille), conquista così la parte alta della classifica, dove si posizionano anche le più famose università statunitensi e inglesi, da Cambridge ad Harvard. Come rileva lo stesso studio di QS, considerando che nel mondo sono presenti circa 26mila università rientra quindi adesso nell’1% dei migliori atenei a livello globale. «Un risultato di cui siamo ampiamente soddisfatti – dice il rettore Francesco Ubertini – e che premia gli sforzi messi in campo in questi anni per rendere l’ateneo di Bologna un punto di riferimento internazionale». L’università felsinea conta quasi 85mila studenti, dei quali 5.900 stranieri. Di questi già 2.500 hanno fatto esperienze all’estero grazie al progetto Erasmus che ha consentito anche di accogliere a Bologna quasi 1.900 giovani provenienti da vari Paesi europei.

I parametri di valutazione
Sono cinque i parametri presi in considerazione da Quacquarelli Symonds per comporre il ranking. Si va dalla reputazione accademica all’opinione delle imprese per arrivare alle citazioni scientifiche e al grado di internazionalizzazione. L’ateneo emiliano ottiene buoni o ottimi piazzamenti in tutte le voci ma brilla particolarmente per la reputazione, l’indicatore di maggior peso per formulare il giudizio complessivo, con il quale si piazza al 77esimo posto a livello mondiale e al primo posto tra le università italiane. Ottimo anche il giudizio relativo alla employer reputation, che misura il grado di apprezzamento da parte delle imprese ed è calcolato con interviste a oltre 44mila aziende in tutto il mondo. In questo caso l’ateneo guadagna 35 posizioni rispetto all'anno scorso. Altro risultato di rilievo riguarda le citazioni ottenute grazie all’attività di ricerca. Con questo indicatore l’università emiliana ha guadagnato ben 57 posizioni.


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