Studenti e ricercatori

Manca il decreto, niente superborse per meritevoli e disagiati

di Marzio Bartoloni

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Il bando per poter partecipare in tutta Italia a una selezione che avrebbe scelto 400 studenti talentuosi e bisognosi a cui assegnare 15mila euro l’anno esentasse per poter pagare libri, vitto e alloggio per frequentare l’università non si farà. Manca il decreto di Palazzo Chigi che doveva istituire la Cabina di regìa, il primo nucleo della Fondazione articolo 34 che secondo l’ultima legge di stabilità da quest’anno doveva far partire lo scouting per individuare i liceali più bravi e provenienti da famiglie disagiate. A farlo sapere - tra le righe - è il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca in una lettera inviata al Consiglio nazionale degli studenti universitari nei giorni scorsi.

Come funzionano le superborse
Quella delle superborse è una delle misure volute dall’ex Governo Renzi all’interno di un pacchetto che investe più di 150 milioni strutturali all’anno per favorire il diritto allo studio universitario. L’ultima legge di bilancio prevede che ogni anno - entro il 30 aprile - venga pubblicato un bando nazionale di almeno 400 borse di studio, ciascuna del valore di 15mila euro, destinate a studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi. Sono ammessi a partecipare al bando gli studenti iscritti all'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado che soddisfino ad alcuni requisiti: Isee inferiore ed eguale a 20mila euro e medie dei voti almeno di 8/10 in tutte le materie, negli scrutini finali del penultimo e del terzultimo anno della scuola e negli scrutini intermedi dell'ultimo anno. Sulle graduatorie pesano anche i risultati delle prove invalsi in italiano e matematica, ma anche le segnalazioni delle scuole. Se lo studente è «motivatamente» qualificato come «eccezionalmente meritevole» dal dirigente scolastico, su proposta del collegio dei docenti, potrà partecipare al bando anche se la media dei suoi voti non è sempre stata dell’otto. La prima scadenza del 30 aprile è però passata senza la pubblicazione del bando. E nel silenzio del Governo, almeno fino a qualche giorno fa.

Manca il Dpcm per la cabina di regìa
Il compito di assegnare le superborse ai meritevoli è stato affidato alla Fondazione «articolo 34» (dall’articolo della Costituzione dedicato al diritto allo studio) che prenderà il posto della Fondazione del merito, inventata dall'ex ministro Gelmini nel lontano 2010 e mai partita. Nell’attesa del suo decollo la legge di stabilità aveva previsto la creazione di una cabina di regìa composta da tre membri designati dal Presidente del consiglio dei ministri, dal ministro dell'Economia e dal ministro dell'Istruzione, «incaricata di attivare le procedure relative all'emanazione del bando». Il decreto che doveva istituire la cabina di regìa però non hai mai visto la luce, come ricordato dalla lettera inviata dal Miur al presidente del Consiglio nazionale degli studenti, Anna Azzalin, lo scorso 12 maggio. E così i primi fondi stanziati già da quest’anno - 6 milioni - finiranno nel calderone del Fondo integrativo statale che paga le borse di studio ordinarie. Perlomeno non saranno buttati e anzi finanzieranno «circa 1700 borse di studio in più, invece delle superborse che abbiamo sempre osteggiato e che - spiega Elisa Marchetti dell’Udu (Unione degli universitari) - sarebbero state assegnate utilizzando l'invalsi e delle soglie di merito che nulla hanno a che fare con il diritto allo studio ordinario».


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