Studenti e ricercatori

Ecco i 350 migliori dipartimenti nella ricerca: gli atenei di Bologna e Padova al top

di Marzio Bartoloni

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Bologna e Padova per il Nord, la Sapienza e anche Tor Vergata nel Centro. E la Federico II al Sud. Questi alcuni degli atenei che possono vantare più dipartimenti universitari tra i migliori 350 nella ricerca scelti per la procedura di selezione che dal 2018 ne finanzierà 180 con 270 milioni. Oltre alla pubblicazione della graduatoria il Miur ha anche provveduto alla nomina della commissione , formata da 7 esperti guidata dall’ex ministro Paola Severino, che dovrà scegliere i dipartimenti da finanziare che potranno fare domanda entro i prossimi 4 mesi. «Il nostro sistema universitario può contare su importanti eccellenze. Valorizzarle significa fare un’operazione che guarda al futuro del Paese, delle giovani e dei giovani. Significa rendere il sistema più competitivo e in grado di confrontarsi al meglio nel panorama internazionale», ha sottolineato la ministra Valeria Fedeli. Che ha anche annunciato il riavvio dell’iter delle Cattedre Natta.

Al via la procedura di selezione
La lista dei 350 dipartimenti di eccellenza delle università italiane è stata stilata in base alle performance registrate nell’ultima valutazione della qualità della ricerca dell’Anvur. Si tratta di dipartimenti che hanno i “requisiti” per poter accedere alla procedura di selezione per l’attribuzione di 271 milioni di euro dal 2018. Nella graduatoria compaiono ben 27 dipartimenti dell’università di Bologna, 26 di Padova. E ancora 14 della Sapienza e 6 di Tor Vergata di Roma e 14 della Federico II di Napoli (per citare alcune delle università più presenti). In netta minoranza comunque gli atenei del Sud. «Con il provvedimento sui dipartimenti - prosegue la Ministra - si immettono risorse fresche nel sistema e si investe sulle giovani e i giovani: fino al 70% dei fondi potrà essere utilizzato per assumere docenti valorizzandone talenti e idee, il resto servirà per rafforzare laboratori e strumenti di ricerca e sviluppare attività didattiche di alta qualificazione», ha ricordato la Fedeli. Che ha ricordato anche la volontà di rimettere mano al decreto sulle Cattedre Natta «su cui stiamo lavorando con la Presidenza del Consiglio per far sì che sia assicurato, in linea con quanto chiesto dal Consiglio di Stato, l’ampio coinvolgimento della comunità universitaria e dei diversi settori scientifici». Critici invece gli studenti di Link: «L’ingente finanziamento previsto verso i 180 migliori, determinati secondo un ranking che vede in competizione tra loro strutture diversissime, che operano in ambiti territoriali e atenei diversi, risulta essere un’operazione ideologica, il cui obiettivo è maggiormente quello di legittimare i dispositivi tecnocratici e le strutture della valutazione del sistema universitario, più che rifinanziare e dare ossigeno agli atenei», dichiara Andrea Torti. Che ha ricordato la recente bocciatura da parte della Consulta sul costo standard: «Un importante segnale a cui non può che seguire un'inversione di rotta rispetto alla gestione autoritaria e tecnocratica che è stata impressa al
governo del sistema universitario»

L’assegnazione dei fondi
La graduatoria dei dipartimenti si basa sul valore dell’Ispd (Indicatore standardizzato di performance dipartimentale che compara per settori scientifico-disciplinari omogenei su base nazionale) costruito in base ai dati dell’ultima Vqr. Ora i 350 dipartimenti selezionati (non più di 15 per ateneo) potranno fare domanda entro i prossimi mesi (la commissioe avrà 30 giorni per mettere in piedi la procedura di selezione e le università avranno poi 3 mesi per presentare i progetti). La valutazione delle domande si articola in due fasi. Nella prima fase, la commissione procede a valutare i progetti dipartimentali di sviluppo presentati da ciascuna università in relazione solo al dipartimento collocato nella posizione migliore in graduatoria. Nella seconda fase, la commissione, tenuto conto del numero dei dipartimenti già ammessi al finanziamento nella prima fase, valuterà le rimanenti domande assegnando ad ognuna un punteggio da 1 a 100. In particolare, fino a 70 punti sono attribuiti in base all’indicatore Ispd, mentre fino a 30 punti sono attribuiti al progetto dipartimentale di sviluppo, in relazione a coerenza e fattibilità dello stesso progetto. Le risorse quinquennali valgono 1,35 milioni l'anno per ogni dipartimento. Più del 70% dell'importo complessivo del finanziamento potrà essere utilizzato per il reclutamento di professori e di ricercatori, nonché di personale tecnico e amministrativo. Inoltre, fermo restando questo primo vincolo, il finanziamento dovrà essere impiegato per almeno il 25%, per le chiamate di professori esterni all'università cui appartiene il dipartimento, per almeno il 25%, per il reclutamento di ricercatori di tipo B (quelli che possono aspirare alla docenza) e per le chiamate dirette di professori (non è indicata una quota minima).


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