Studenti e ricercatori

A Regina Coeli va in scena la guerra di retorica tra studenti e detenuti

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Un duello di retorica tra detenuti e studenti. È quello che si terrà il prossimo sabato a Roma, nel carcere di Regina Coeli. L’iniziativa è organizzata da PerLaRe, Associazione Per La Retorica ed è sostenuta, per la prima volta, da Toyota Motor Italia. Sono partner del progetto anche la Crui, Conferenza dei rettori delle università, e l’università di Tor Vergata.

La «#GuerradiParole» è un confronto dialettico che ha l’obiettivo di premiare la squadra maggiormente in grado di difendere la propria tesi con argomentazioni credibili e sintetiche, senza perdere la calma, sbraitare o insultare. Un sofisticato esercizio di auto-controllo e di civiltà, che consiste nell'affermare le proprie ragioni solo con lo strumento pacifico della parola. Le gare di retorica hanno l’obiettivo di preparare i partecipanti ad affrontare la vita e il lavoro, contesti in cui è inevitabile confrontarsi con opinioni diverse.
I detenuti e gli studenti non avranno la possibilità di incontrarsi prima del giorno del dibattito. Verranno preparati allo “scontro” separatamente da PerLaRe, Associazione Per La Retorica, da Flavia Trupia, la presidente, e dall’attore e regista Enrico Roccaforte. Ogni squadra parteciperà a quattro incontri formativi sui temi del public speaking e del linguaggio del corpo. Nel corso della formazione, i detenuti e gli studenti avranno modo di imparare a costruire le argomentazioni e a gestire il corpo e la voce, grazie alle tecniche del teatro. Le due squadre, composte da 20 persone ciascuna, sceglieranno autonomamente i loro portavoce, che li rappresenteranno nel dibattito del 6 maggio, nel corso del quale dovranno sostenere posizioni opposte che riguarderanno lo stesso argomento di attualità. La gara si svolgerà in due round di 20 minuti ciascuno. Allo scadere del round le posizioni da sostenere si invertiranno. Il dibattito di quest’anno verterà sul tema attualissimo della post-verità e delle bufale: fino a che punto è giusto e utile omettere verità, dire mezze verità o dire bugie nel dibattito pubblico, al fine di ottenere ragione o di attivare il consenso. Una giuria decreterà la squadra vincitrice.


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