Pianeta atenei

Nei college all’avanguardia dove la pratica supera la teoria

di Fr.Ba.

A colpire sono gli sconfinati spazi verdi, gli impianti sportivi, la giovane età degli insegnanti e soprattutto una didattica che mescola sapientemente teoria e pratica, sapere e creatività. Benvenuti nei college neozelandesi, che accolgono i ragazzi “kiwi” tra i 13 e i 18 anni e sono sempre più una meta alternativa ad Australia e States per gli italiani che frequentano il quarto anno di liceo fuori dall’Europa.

Una possibilità - diciamolo subito - non per tutte le tasche: per un semestre si parte da 10mila euro, mentre per un anno spesso si superano i 20mila. L’investimento viene comunque ripagato con la possibilità di studiare in scuole prestigiose che si occupano direttamente di organizzare le attività base, dalla selezione delle famiglie ospitanti all’assistenza per il tempo libero.

Qualche esempio. Da Intercultura si segnala che quest’estate partiranno per il semestre 21 studenti, 10 dei quali con borsa di studio sponsorizzata totale o parziale (Inps, Acem e Tecnostile) e per un bimestre 20 ragazzi. Wep propone «high school program», da 3 a 12 mesi in varie città, come Auckland, Bay of Island, Christchurch, Dunedin e Queenstown. Youabroad prevede trimestri, semestri o un intero anno, con prezzi da 10mila a 25mila euro, e borse per i più meritevoli da 500 a 2mila euro. «Qui usiamo molto di più gli strumenti digitali e gli insegnanti sono tutti sulla trentina - raccontano Greta Elisabetta Primo e Federico Santucci, entrambi iscritti al liceo classico, a Roma e Bologna -: il piano di studi è molto flessibile con la possibilità di cambiare in corso d’anno se si incontrano difficoltà o se, semplicemente, ci si accorge di aver sbagliato».

I due 17enni sono per un semestre al Rangitoto College di Auckland: su un’area di 31 ettari, la scuola affacciata sul mare propone 71 corsi, insieme a una trentina di attività ricreative (musica, danza, teatro) e ben 42 sport, dall’atletica al basket, dall’hockey fino, ovviamente, al rugby. Lezioni dalle 8.40 alle 15.20, da lunedì a venerdì: i 3mila studenti si incrociano nei vialetti del college per ogni cambio di ora (e di aula), tutti in divisa tranne quelli dell’ultimo anno. I “kiwi” si mescolano con i tanti asiatici, ma anche con un buon numero di europei, in un ambiente multiculturale con ragazzi provenienti da 25 Stati. Dopo le lezioni, al via i corsi sportivi. «È tutto concentrato qui - dice Greta - e c’è molta attenzione per gli “internazionali”: abbiamo tutor dedicati e materie solo per noi, come turismo e fotografia». Su 600 studenti italiani in Nuova Zelanda circa 250 sono nei college, in crescita del 10% rispetto al 2010. I periodi per partire, se interessati al semestre, sono due: a febbraio oppure a luglio. «Attenzione a scegliere bene il piano di studi - raccomanda Federico - perché al rientro in Italia è necessario sostenere dei test nella propria scuola».

In Nuova Zelanda non è raro frequentare scuole femminili o maschili. «Ho trascorso quasi 7 mesi al Nga Tawa di Marton - racconta Carlotta Galimberti - : ogni giorno era diverso da quello precedente, ogni mattina non vedevo l’ora di arrivare al pomeriggio non perché le lezioni fossero noiose, ma perché volevo seguirle tutte. La magia è nel modo in cui insegnano: tanti esercizi, laboratori e soprattutto molto confronto. Poi lo sport, che non toglie tempo allo studio, anzi arricchisce e ti fa studiare meglio». A Nga Tawa «ho seguito lezioni di inglese, geografia, fisica, matematica e biologia - conclude Carlotta, ora junior brand manager di Beck’s Italia - ed ero parte dell’equestrian team: non solo lezioni e concorsi, ma anche e soprattutto gestione a 360° del cavallo, dalla pulizia del box alle balle di fieno da sistemare». Anche questa è pratica.


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