Studenti e ricercatori

Post Expo, l’impatto del polo di ricerca vale 7 miliardi

L’impatto del Parco della Ricerca, del Sapere e dell’Innovazione sull’area in cui si è svolta l’Expo 2015, è pari a 6,9 miliardi di euro di indotto in 10 anni, tra investimenti, beni acquistati dalle imprese e dalle famiglie. È quanto emerge da una ricerca della European House Ambrosetti presentata nei giorni scorsi a Cernobbio dall’ex-ministro del Lavoro Enrico Giovannini e da Giuseppe Bonomi, amministratore delegato di Arexpo, la società titolare dell’area (40% Mise, 20% a testa tra Comune di Milano e Regione Lombardia e 17%
Fondazione Fiera Milano, 2,5% Città Metropolitana di Milano). A proposito della gara per il “masterplan” che riguarda l’intera area, Bonomi ha anticipato che le lettere ai soggetti individuati verranno inviate «tra il 12 e il 15 aprile, prima di Pasqua». I destinatari potrebbero essere 3 dei 4 operatori che hanno presentato la loro candidatura lo scorso 28 febbraio. Bonomi ha poi aggiunto che «ci saranno 90 giorni per formalizzare le offerte, quindi entro la metà di luglio», queste ultime saranno poi valutate «da una commissione esterna» con la possibile aggiudicazione della commessa «all’inizio dell’autunno». Quanto al Parco, secondo le stime di Ambrosetti, 2,4 miliardi saranno generati dalla realizzazione delle strutture e degli immobili ed i restanti 4,5 miliardi dalle attività del Parco, che comprende lo Human Technopole, l’Università Statale ed un ospedale 'Irccs' indicato nel Galeazzi di Milano. Il valore aggiunto previsto è di 3,2 miliardi di euro (1 miliardo generato dalla costruzione delle strutture e 2,2 miliardi dal Parco) mentre il gettito aggiuntivo è di 1,3 miliardi per le casse dello Stato, «pari a quanto investito per Human Technopole», ha
sottolineato Giovannini. In termini di occupazione sono previsti 6.700 posti di lavoro, legati al cantiere, per i primi 4 anni, indotto compreso. Dopo il quarto anno l'impatto si potrebbe attestare a tremila unità.


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