Studenti e ricercatori

Giovani università, 10 atenei italiani nella top 200 del Times

di Alessia Tripodi

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Dieci atenei italiani nella classifica delle 200 migliori "giovani" università del mondo. Sono i dati diffusi ieri dal Times Higher Education, che ha pubblicato la lista delle 200 migliori accademie con meno di 50 anni distribuite in 48 paesi nel mondo. Tra le italiane la migliore performance è quella della Scuola Sant'Anna di Pisa, che si piazza al nono posto.

Il ranking
La classifica del Times Higher Education, che per la prima volta comprende 200 istituzioni (lo scorso anno erano 150), è guidata per il terzo anno di fila dalla svizzera École Polytechnique Fédérale di Losanna. Nella top 10 si trovano anche università di Hong Kong, Singapore, Corea del Sud, Paesi Bassi, Germania e Italia, mentre nel resto della classifica i paesi più rappresentati sono Australia, Francia e Spagna.
Queste università più giovani, spiega il magazine, offrono una prospettiva molto diversa sull'eccellenza istruzione superiore mondiale rispetto alla classifica degli atenei "tradizionali", da sempre dominata dalle accademie inglesi e americane. Anche se il Regno Unito è la nazione più rappresentata con 27 università, nella classifica delle più giovani - fa notare il Times - spicca infatti anche l'Australia con 23 atenei seguita da Francia, Spagna, Germania e Italia con, rispettivamente, 16, 15, 11 e 10 università.

Le italiane al top
Dopo la Scuola Sant'Anna di Pisa, nella classifica 2017 del Times troviamo la libera università di Bolzano, l'università della Calabria, la Milano Bicocca, l'ateneo di Salerno, quello di Roma Tre, l'università di Verona, Roma Tor Vergata, Bergamo e Brescia.
« È una grande notizia che dieci atenei italiani si trovino nella classifica delle migliori 200, con la Sant'Anna di Pisa che si piazza nella top ten» dice Phil Baty, editor della classifica Times Higher Education, spiegando che «sette delle 10 italiane in classifica hanno 35 anni o meno, il che suggerisce che, negli anni a venire, il paese ha un futuro promettente nella lista under 50». Baty fa notare, però che «negli ultimi 5 anni in Italia c'è stato un calo del 20% dei finanziamenti pubblici per l'università, che ha portato la quota di Pil per l'istruzione superiore a un livello inferiore a quello di quasi ogni altro paese sviluppato, oltre ad accelerare del 19% il declino delle posizioni di docenti di ruolo dal 2008, con stipendi congelati dal 2010». «Il vertice della classifica presenta alcune giovani università asiatiche che stanno rapidamente migliorando - avverte Baty - e l'Italia dovrà affrontare una dura concorrenza da Hong Kong e Corea».
Per la classifica completa: www.timeshighereducation.com/world-university-rankings/2017/young-university-rankings



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