Studenti e ricercatori

Dalla scuola digitale alle misure per la ricerca e le università: a che punto è il Pnr 2016

di Marzio Bartoloni, Alessia Tripodi e Claudio Tucci

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Semaforo giallo sull’attuazione delle riforme per scuola, università e ricerca contenute nel Pnr 2016. È quanto emerge da una ricognizione del Sole24 Ore a una settimana dal varo del programma nazionale di riforma 2017.

La buona scuola
Servono nove decreti legislativi per attuare la legge 107 e riformare tra l’altro gli esami di Stato e il sistema di formazione iniziale dei docenti. I decreti dovevano arrivare a luglio 2016. Sono stati tirati fuori dalla neo ministra, Valeria Fedeli, l’ultimo giorno utile prima della loro scadenza, il 14 gennaio, e ne sono stati portati in Cdm otto (solo il Tu sulle norme scolastiche non è stato presentato). Acquisiti i pareri parlamentari, il cantiere resta aperto: i decreti vanno riportati in Cdm per l’ok finale entro metà aprile.

Alternanza scuola-lavoro
Manca un tassello importante all’alternanza scuola-lavoro: la Carta dei diritti /doveri degli studenti, mai emanata e attesa (secondo il Pnr) entro giugno 2016. L’adempimento riguarda tutti gli studenti interessati all’alternanza: oltre un milione quest’anno.

Scuola digitale
Oltre il 65% delle azioni già avviate e 500 milioni investiti (su un totale di 1,1 miliardi stanziati). È lo stato di attuazione del Piano nazionale scuola digitale a fine 2016. Il Piano prevede azioni per lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, il potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali, la formazione dei docenti (compresi, ad esempio, gli 88,5 milioni di euro per il cablaggio interno di tutte le scuole).

Università e ricerca
L’assunzione dei circa mille giovani ricercatori tra università ed enti di ricerca prevista dalla Stabilità del 2016 ha rispettato i tempi. In totale stallo il piano per le 500 cattedre Natta destinato ai migliori cervelli italiani e stranieri: il Dpcm non è ancora arrivato in Parlamento dopo una parziale bocciatura del Consiglio di Stato. In ritardo infine il Piano nazionale della ricerca che stanzia i fondi da qui al 2020: emanati i bandi per i dottorati innovativi, mancano altre misure come il bando da oltre 300 milioni per i cluster (che uniscono imprese, università e ricerca.


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