Studenti e ricercatori

La Dis-coll estesa ad assegnisti e dottorandi (con borsa di studio)

di Claudio Tucci

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La Dis-coll, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, diventerà strutturale dal 1° luglio; e sarà estesa, per la prima volta, anche «ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio». La copertura arriverà da un innalzamento dello 0,51 per cento dell’aliquota contributiva destinata all’assistenza (oggi pari allo 0,72% - che quindi salirà a 1,23%), mentre non verrà toccata l’aliquota previdenziale, che è stata congelata al 25 per cento.

La commissione Lavoro della Camera ha acceso ieri in tarda serata semaforo verde all’emendamento al Ddl su lavoro autonomo e smart working, del relatore, Cesare Damiano (Pd), concordato con il governo, che universalizza le tutele per i co.co.co., compresi quelli a progetto, dopo che con il «Milleproroghe», con 19,2 milioni di euro, è stata garantita continuità all’ammortizzatore fino al 30 giugno.

La novità
Dal 1° luglio scatterà la soluzione a regime: l’aumento della contribuzione pari allo 0,51% interesserà i collaboratori (gli iscritti esclusivi alla gestione separata - non, per esempio, le partite Iva che in pensione svolgono lavori autonomi), gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio - a cui la Dis-coll viene estesa - e da amministratori e sindaci. Toccherà all’Inps monitorare gli oneri della misura, e relazionare, prontamente, a Mef e ministero del Lavoro.

Reazioni
L’Esecutivo è soddisfatto: «Rappresenta una conferma della volontà di rendere questo strumento strutturale in coerenza con la disciplina complessiva del lavoro autonomo non imprenditoriale contenuta nella legge delega», ha sottolineato il ministro, Giuliano Poletti. «È il completamento del Jobs act», ha aggiunto Marco Leonardi, a capo del team di economisti di palazzo Chigi.


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