Pianeta atenei

Tor Vergata e Legacoop lanciano la business school per la cooperazione

di Alessia Tripodi

Una scuola di formazione per i futuri manager delle imprese cooperative. E promuovere la sinergia tra mondo produttivo e sistema universitario per favorire l'innovazione e la competitività. È l'obiettivo dell'accordo di collaborazione firmato ieri dal presidente di Legacoop Mauro Lusetti e dal rettore dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Giuseppe Novelli, grazie al quale nascerà il Ceic – Centro di Eccellenza per l'Impresa Cooperativa, un polo che punta a stimolare la crescita di nuovi gruppi dirigenti e nuove imprese a elevato contenuto innovativo.

Il progetto
Oltre alle attività rivolte agli studenti universitari (stage per neolaureati, tirocini per gli iscritti e incontri con manager della cooperazione) e quelle più strettamente legate alla formazione (master sulla gestione dell'impresa cooperativa, programmi di formazione executive in collaborazione con altri atenei italiani e stranieri, corsi universitari sulla governance cooperativa), l'accordo prevede anche iniziative sul fronte della ricerca e dei servizi. In particolare, saranno elaborati modelli e strumenti per la gestione aziendale dell'impresa cooperativa che verranno poi diffuse attraverso pubblicazioni e casi di studio. Non ultime, poi le iniziative per sostenere la nascita di nuove imprese realizzate grazie a tutoraggio, crowfunding, scouting per la ricerca di bandi, finanziamenti "cross university".

Alleanza tra accademia e mondo cooperativo
«La firma dell'accordo - ha detto il rettore di Tor Vergata Novelli - segna l'avvio di una alleanza tra ‘Accademia' e mondo cooperativo per il raggiungimento di un obiettivo unico: coniugare valori, competenze e professionalità, tramite lo sviluppo di attività congiunte e programmi di formazione manageriale in grado di rispondere alle sfide della società». Gli fa eco il presidente Legacoop Lusetti, secondo il quale «la Business school per il nostro mondo sarà un eccellente volano per diffondere il nostro patrimonio e per continuare con forza nella strada dell'innovazione». «Puntiamo sui talenti e sulle nuove generazioni - ha aggiunto Lusetti - che presentano profili e culture molto più orientati all'imprenditorialità "saggia" e a fare dell'impresa uno strumento di innovazione sostenibile».


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