Studenti e ricercatori

Il ministro Fedeli assicura: «Rivedremo le Cattedre Natta, Lep pronti entro giugno»

di Marzio Bartoloni

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Attesi da cinque anni, i Lep - i livelli essenziali delle prestazioni per il diritto allo studio - potrebbero arrivare già «entro giugno». L’impegno è del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli che in audizione nelle commissioni riunite Istruzione e Cultura di Camera e Senato ha risposto ad alcune domande di senatori e deputati su alcune questioni aperte dell’Università. Come il diritto allo studio e come le «Cattedre Natta»: su questo punto il ministro ha assicurato che il decreto sarà «rivisto» secondo le indicazioni del Consiglio di Stato.

Il diritto allo studio
Il ministro dell’Istruzione durante la sua audizione di mercoledì scorso ha garantito che il ministero sta lavorando per dare piena esecutività al complesso degli interventi previsti dalla legge di bilancio (e non solo) per il diritto allo studio nei prossimi mesi. «Ci muoveremo rapidamente per impedire gli inaccettabili ritardi con i quali spesso questi finanziamenti vengono erogati agli studenti», ha assicurato Fedeli. Che ha anche spiegato come «entro giugno» e in «stretto raccordo» con le componenti studentesche, «in primo luogo il Cnsu (Il Consiglio nazionale degli studenti) e il nuovo Osservatorio per il diritto allo studio, oltre che con il tavolo tecnico già istituito con le Regioni, «daremo finalmente séguito alla regolamentazione interministeriale prevista dal Dlgs 68/2012 sui Lep».
«Al tempo stesso, a completare il quadro riformatore in questo ambito, proporremo - continua il ministro - nuove regole per le attività di tutoraggio e orientamento svolte dagli atenei statali». Un intervento questo su cui l’ultima legge di bilancio destina 5 milioni di euro a partire dal 2017 sul Fondo di funzionamento ordinario.

Le cattedre Natta
Il ministro Fedeli è poi intervenuta su una dei punti di maggior dissidio all’interno del mondo accademico. E cioè l’introduzione delle cattedre Natta previste dalla legge di bilancio dell’anno scorso che di fatto introduce una nuova procedura di chiamata diretta per 500 docenti. Il Dpcm che ne disciplinava le procedure è stato sostanzialmente bocciato dal Consiglio di Stato nei mesi scorsi e da allora si aspettava la nuova mossa el Governo, visto che comunque si trattava di uno dei provvedimenti simbolo dell’era Renzi per il mondo universitario. Sulla materia la Fedeli ha innanzitutto chiarito che «non esiste una “deriva” delle chiamate dirette, che da almeno dieci anni costituiscono un percorso ben collaudato di eccellenza che, assieme alle cosiddette “borse Montalcini”, hanno consentito negli ultimi 16 anni il ritorno in Italia di 268 docenti fra ricercatori e professori». «Sono cifre che evidenziano - aggiunge il minisro - che l'Università italiana è attenta al brain drain». Ma poi sul punto più specifico delle cattedre Natta il ministro ha poi specificato che «è allo studio una loro revisione alla luce di quanto ha deliberato il Consiglio di Stato nella adunanza del 28 settembre 2016. Tale revisione verrà regolarmente trasmessa alle Camere per il prescritto parere». «Mi permetto di aggiungere - ha poi concluso - che la riconsiderazione del dettato originario del Dpcm (inevitabile vista la pronuncia del Consiglio di Stato) va precisamente nella direzione di rendere ancor più trasparenti e condivise le procedure. »


© RIPRODUZIONE RISERVATA