Studenti e ricercatori

Dottorati innovativi a carattere industriale, finanziamenti in arrivo

di Benedetta Pacelli

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La partita dei dottorati innovativi a carattere industriale entra nel vivo. Dopo il bando dello scorso luglio e le relative graduatorie degli atenei vincitori pubblicate a gennaio, il programma del governo che punta a promuovere attività di formazione con una forte caratterizzazione industriale arriva alla fase due: la spartizione dei finanziamenti e delle relative borse negli atenei delle otto regioni destinatarie dell’intervento l’assegnazione delle risorse agli atenei e un disciplinare sulle attività. Questi due passaggi che consentiranno di rendere concreta l’attuazione delle misure previste dal Programma operativo nazionale Fse Fesr Ricerca e Innovazione 2014-2020, sono contenuti in un decreto direttoriale (353/17) del Miur in corso di registrazione presso gli organi di controllo.


I finanziamenti
Sul piatto ci sono poco più di dodici milioni di euro destinati alla copertura di 166 borse per accrescere l’attrattività dei percorsi di dottorato per quegli atenei delle regioni così denominate «in ritardo di sviluppo» (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) ossia i territori con un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media europea e «in transizione» cioè quelli con un prodotto interno lordo pro capite compreso tra il 75% e il 90% della media europea (Abruzzo, Molise, Sardegna). Concretamente i fondi finanzieranno in totale 166 borse di dottorato, di cui 123 per gli atenei delle regioni in ritardo di sviluppo e 43 per quelli nelle regioni in transizione. Nel dettaglio l’importo di ogni singola borsa ammonterà 1,927 euro per ogni mese trascorso dal dottorando sul territorio nazionale, mentre a 2,891 per ogni mese trascorso all’estero. Il tutto per finanziamento complessivo compreso tra i 75 mila e gli 80 mila euro ad ateneo.


Gli obiettivi
Uno dei tratti distintivi di questo tipo di dottorato è la previsione di un periodo di studio e di ricerca (dai 6 ai 18 mesi) presso imprese italiane ed estere per qualificare in senso industriale le proprie esperienze, con previsione di ricadute nel tessuto produttivo dei territori interessati e, dopo il conseguimento del dottorato benefici occupazionali.
L’iniziativa punta, infatti, a promuovere attività di formazione con una forte caratterizzazione industriale per le aree disciplinari a vocazione scientifico-tecnologica e per quelle di maggiore richiamo rispetto al mercato del lavoro. Dal lato delle imprese, invece, questa operazione consentirà loro di contribuire alla progettazione dei percorsi con la possibilità di ospitare, senza oneri, un giovane ricercatore formato per rispondere a specifiche esigenze di ricerca e innovazione.


Le procedure
Per ciascun corso di dottorato potranno essere richieste fino a 3 borse di ricerca aggiuntive rispetto a quelle già finanziate dall’ateneo con la clausola che il termine ultimo per la rendicontazione finale non superi la data del 15 dicembre 2019. Le attività connesse con la realizzazione del progetto dovranno, infatti, concludersi entro 36 mesi a partire dal 1 novembre 2016 o comunque a partire dalla data di avvio del ciclo di dottorato. Sarà compito degli atenei, come si legge nel disciplinare di attuazione pubblicato dal Miur, garantire la supervisione e, quindi, il completamento di tutte le attività previste nei progetti. I finanziamenti saranno erogati in tre diversi momenti, una prima parte a seguito della presentazione della documentazione da parte dell’ateneo nella piattaforma di riferimento, un ulteriore versamento dopo la presentazione del primo rendiconto annuale e l’ultimo con la presentazione del secondo bilancio annuale.


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