Studenti e ricercatori

Conto alla rovescia per i fabbisogni regionali sul diritto allo studio e per le super borse

di Marzio Bartoloni

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La legge di bilancio 2017 parla chiaro. Entro tre mesi dalla sua entrata in vigore - avvenuta il 1 gennaio scorso - il Miur deve licenziare il decreto con i fabbisogni regionali del Fis, il Fondo integrativo statale per il diritto allo studio che grazie all’ultima manovra, che ha aggiunto 50 milioni, vale 217 milioni. Per il Miur c’è tempo fino al prossimo 31 marzo. Una data vicinissima da ricordare anche per gli atenei che entro quel giorno devono approvare il regolamento sulla contribuzione per adeguarsi alle nuove regole, sempre introdotte dalla legge di bilancio, sulle esenzioni o le tasse calmierate in base alle soglie Isee (sotto i 13mila euro c’è la no tax area e fino a 30mila euro gli sconti). Un mese dopo - il 30 aprile - dovrebbe poi uscire il primo bando pre le super borse da assegnare agli studenti meritevoli che valgono 15mila euro l’anno.

Il decreto sul Fis
Il Miur secondo la manovra deve determinare i fabbisogni finanziari regionali di concerto con l’Economia, «previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, che si esprime entro sessanta giorni dalla data di trasmissione». Fabbisogni da determinare in tempi strettissimi, neanche due mesi, nell’attesa che in futuro (mancano ormai all’appello da oltre 4 anni) si definiscano finalmente i lep (i livelli essenziali delle prestazioni). Risorse che arriveranno alle Regioni che - sempre secondo la manovra - dovrebbero essere nel pieno di una maxi ristrutturazione dei suo enti per il diritto allo studio, visto che entro 6 mesi (quindi entro giugno) dovrebbe nascere un unico ente erogatore dei servizi, prevedendo comunque una rappresentanza degli studenti nei relativi organi direttivi. Si tratta di un’impresa non facile e soprattutto in tempi così brevi e su cui per ora il Miur ancora non ha battutto un colpo. Né con le Regioni, né con gli studenti. «Son passati quasi due mesi dall'approvazione definitiva in Senato della legge di bilancio per il 2017, dove viene stabilito che dovrà essere emanato un nuovo decreto per stabilire i fabbisogni regionali con cui distribuire il Fondo integrativo statale per le borse di studio. A oggi - avverte Elisa Marchetti dell’Unione degli universitari - non è comparso ancora alcun testo e la discussione ci sembra preoccupantemente ferma e assente. Sarebbe gravissimo che un decreto di questa importanza venisse emanato senza alcuna discussione tecnica e nei contenuti, frettolosamente, per rispettare la scadenza. L’attuale metodo di riparto è fortemente conservativo e non permette di investire seriamente nelle politiche per il diritto allo studio da parte delle regioni, anche laddove dovesse esserci la volontà politica». Comunque per la Marchetti «è necessario aprire il prima possibile una discussione sui nuovi criteri di riparto ed è necessario coinvolgere gli studenti».

Le superborse
Tra le altre scadenze ravvicinate c’è anche quella del 30 aprile, la data in cui ogni anno la nuova «Fondazione Articolo 34» deve bandire almeno 400 borse di studio nazionali, ciascuna del valore di 15.000 euro, destinate a studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi, al fine di favorirne l’immatricolazione e la frequenza a corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico. Ma nell’attesa che decolli davvero la «Fondazione articolo 34» la legge di bilancio prevede la creazione di una cabina di regìa composta da tre membri designati, rispettivamente, dal Presidente del consiglio dei ministri, dal ministro dell’Economia e dal ministro dell’Istruzione, università e ricerca, «incaricata di attivare le procedure relative all'emanazione del bando». Al momento non c’è traccia della cabina di regìa e del Dpcm che dovrebbe istituirla, definendo le sue modalità operative e organizzative e il supporto amministrativo e tecnico di cui avrà bisogno nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a Palazzo Chigi. Il conto alla rovescia però è già iniziato, al primo bando mancano poco più di 2 mesi.


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