Pubblica e privata

Human Technopole, via libera ai bandi

di Sara Monaci

Il progetto dello Human Technopole accelera. Lunedì si è riunito al 26esimo piano del Pirellone il gruppo di lavoro che coordina lo sviluppo del centro di ricerca biomedica nell’area dell’ex sito di Expo (a cui arriveranno 150 milioni all’anno di finanziamenti statali). E dall’incontro sono uscite tre linee guida: è stata approvata la struttura dell’organizzazione, nella parte gestionale e in quella scientifica; è stato definito il bando per la ricerca del direttore generale, che a breve verrà aperto; entro il 15 giugno partiranno i lavori per la scrittura dello statuto della Fondazione, coordinato dal consigliere economico di Palazzo Chigi Marco Simoni.

Le prossime tappe
Il testo dello statuto sarà disciplinato da tre ministeri, quello dell’Economia e finanze, quello della Salute e quello dell’Istruzione; poi avrà l’ok definitivo del primo ministro. A metà anno il comitato dello Human Technopole si trasferirà direttamente nel sito di Expo, probabilmente a Palazzo Italia, che così ricomincerà a vivere dopo l’esposizione universale. La fase di start up sarà gestita direttamente dallo Human Technopole, poi ci sarà da capire chi realizzerà tecnicamente i bandi: se direttamente la nuova fondazione o la società Arexpo, proprietaria dei terreni di Expo, che intanto ha aperto il suo bando per un masterplan complessivo dei terreni e per la gestione della porzione di area (almeno 250mila metri quadrati) in cui si andranno a collocare le attività aziendali.

Il trasferimento dell’Ema
Per quanto riguarda il possibile trasferimento a Milano dell’Agenzia europea del farmaco, il governo sta lavorando ancora al dossier, che si concentrerà sul “caso Milano”, ovvero sulle potenzialità di ospitalità del capoluogo lombardo, dalle infrastrutture alla cultura alle strutture ricettive. Alcuni paesi “rivali” sono già andati ufficialmente a presentare i loro dossier: Svezia, Austria, Danimarca e Olanda hanno già avuto incontri con i dirigenti dell’agenzia. L’Italia invece aspetta che la Brexit diventi concreta, poi da metà marzo cercherà di avere un incontro diplomatico. La candidatura verrà dunque avanzata poco prima del consiglio europeo di aprile: si ipotizza a fine marzo. Nel documento probabilmente non verrà indicato un solo luogo per la sede dell’Ema, ma verranno ipotizzati due luoghi intorno a cui la stessa agenzia potrà fare le sue valutazioni, in base ai diversi pro e contro. Potrebbe essere indicato un luogo più centrale e un altro più periferico (in questo caso con un edificio da costruire). Non è tramontata l’idea di proporre lo stesso sito dell’Expo come futura sede dell’Ema.

Intanto a Roma si lavora al Dpcm che dovrebbe assicurare la liquidazione di Expo. Sarà pronto nei prossimi giorni. Il commissario liquidatore sarà ancora Gianni Confalonieri, su cui inizialmente c’erano dei dubbi di incompatibilità con il suo incarico comunale, essendo anche il responsabile delle Relazioni istituzionali di Palazzo Marino. Il Mef ha però sciolto la riserva, visto che è lo stesso ministero a nominare Confalonieri a capo di una partecipata, e non l’ente locale.


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