Pianeta atenei

Mba, la Bocconi è nella top 10 in Europa

di Alberto Magnani

La school of management della Bocconi sale al 22esimo posto al mondo e si conferma al nono in Europa nel ranking delFinancial Times sui programmi di Mba, i master of business administration per neoprofessionisti e manager con esperienze già avviate. La Sda, la scuola di amministrazione dell'ateneo di via Sarfatti, guadagna tre posizioni nella graduatoria globale (era 25esima nel 2016) e si mantiene nella top 10 delle scuole di amministrazione europee. Il ranking è storicamente popolato da istituti statunitensi (si vedano le business school di Harvard, Stanford, Columbia) e britannici (London Business School), anche se nelle prime posizioni si fanno largo istituti europei come Insead: una business school francese che si è di recente “raddoppiata” con una seconda sede a Singapore. L'istituto è per il secondo anno di fila in testa alla classifica, appena sopra alla americane Stanford e University of Pennsylvania. I suoi allievi sono pagati in media oltre 167mila dollari, con un balzo del 95% rispetto ai livelli precedenti.

I parametri del ranking. Bocconi al top per mobilità e scambi
La classifica del quotidiano britannico è stilata in base a circa 20 parametri, formati da dati raccolti tra gli studenti (pari a circa il 60% del punteggio), le business school (circa il 30%) e l'impatto sul mondo della ricerca (10%). I criteri analizzati vanno dai progressi di carriera al totale di pubblicazioni scientifiche, passando per la quota di membri donne nei dipartimenti e 'efficienza dei servizi di collocamento. I fattori più incisivi restano però lo stipendio medio dei diplomati e il “salary increase”, l'aumento di retribuzione dopo l’Mba, pari in coppia al 40% dell'intero punteggio. Gli allievi degli Mba guadagnano fino a picchi medi di quasi 200mila dollari e possono ambire ad aumenti di retribuzioni che sfiorano il 200%.

Oltre 30 accordo internazionali per stage e scambi
La Sda Bocconi fa bene per mobilità internazionale dei diplomati (quinta su scala mondiale), opportunità di scambio con l'estero (decima) e nell'incremento della retribuzione dopo la fine degli studi (+120%). Secondo dati forniti dall'ateneo, il 55% degli allievi del suo Mba lavora in un Paese diverso da quello di cittadinanza, con destinazioni privilegiate in Italia (42%), Europa (35%), Asia (8%) e Medio Oriente (6%). La scuola fa leva su una trentina di accordi internazionali per stage e scambi, mentre la presenza di studenti stranieri è pari al 77% degli allievi oggi in corso. Una percentuale inferiore anche di 20 punti percentuali rispetto alla media di istituti come la “capolista” Insead (96%) o delle business school svizzere: nella Università di San Gallo, gli studenti in arrivo dal resto del mondo sfiorano la totalità (98%) della classe.


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