Pubblica e privata

Dopo lo Human Technopole Milano rilancia l’offerta per l’Agenzia Ue dei farmaci

di Sara Monaci

L’incontro di ieri sul post Expo in Prefettura a Milano, a cui hanno partecipato fra gli altri il ministro all’Agricoltura Maurizio Martina e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, ha avuto soprattutto una valenza politica. Un modo per ribadire che il governo (anche quello guidato da Paolo Gentiloni) è impegnato sul dossier (tanto quanto quello di Matteo Renzi). La candidatura in Europa per portare a Milano l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, è stata la questione centrale dalla riunione durata un’ora.

Proprio ieri è stata fissata una data: il 3 febbraio a Roma verrà istituita una cabina di regia per elaborare il progetto da presentare nelle prossime settimane a Bruxelles. Lo staff ristretto sarà coordinato da Marco Simoni, consigliere economico di Palazzo Chigi e membro del cda di Arexpo (la società dei terreni del sito di Expo, e si comporrà di tecnici di vari ministeri). La decisione è attesa per il consiglio europeo di giugno. Milano dovrà confrontarsi con altre due città, una tedesca e una della Repubblica Ceca. Si tratterà quindi di una serrata corsa a tre, dove Milano, dicono gli esperti, ha circa il 50% di possibilità di vincere. Il dossier di candidatura che la città di Milano dovrà realizzare è quello tipico di un grande evento: dovranno essere descritti servizi, potenzialità della città, infrastrutture, investimenti.

Prima di tutto l’area. È ancora da definire dove sarà la sede. Possibile che rimanga proprio nei terreni del post Expo, cioè nell’ex sito espositivo che dovrà già ospitare lo Human Technopole, aziende tecnologicamente avanzate e il campus dell’Università Statale di Milano. Ma potrebbe essere, subito come seconda scelta, anche l’ex area Falck di Sesto San Giovanni, dove sorgerà una cittadella della sanità. Alla fine è soprattutto la parola del sindaco che conterà. Il palazzo che verrà costruito sarà grande e altamente tecnologico, capace di ospitare gli 890 addetti dell’Ema. L’indotto per Milano è particolarmente interessante: si parla di 100mila visitatori all’anno. Non è un caso che il sindaco Sala sia in prima linea per questa iniziativa. Durante l’incontro in prefettura Sala ha spiegato qualcosa in più. All’Ema, ha detto, «ci sono funzioni molto particolari e quindi la sede deve essere un luogo che contiene 800 persone che ci lavorano normalmente, oltre ai rappresentanti dell’Unione europea, delle aziende farmaceutiche, delle associazioni dei consumatori. Non è facile riadattare spazi già esistenti, può essere così in una fase di transizione breve, ma sono convinto che andrà costruito. Inoltre non necessariamente sarà un’iniziativa pubblica, può costruirla anche un privato». L’esempio è il caso di Londra, ha spiegato il sindaco, dove l’edificio è stato realizzato da uno sviluppatore immobiliare che poi lo ha affittato a lungo termine all’Ema. Il ministro Martina ha spiegato il senso dell’incontro. «Abbiamo un’agenda legata a quattro grandi temi: lo sviluppo di Arexpo, lo sviluppo di Human Technopole, il tema del campus della Statale e la questione fondamentale della candidatura di Milano per l’Agenzia europea del farmaco. Si tratta di un lavoro che si sta intensificando», ha ribadito.

Per quanto riguarda il centro di ricerca dello Human Technopole, il 6 febbraio si riunirà lo staff di coordinamento del progetto sotto il profilo scientifico. Al momento verranno utilizzate a Rho le strutture già esistenti, mentre per la creazione nel sito di una struttura più ampia sarà l’Iit di Genova a fare da stazione appaltante. Intanto a fine febbraio la società Arexpo dirà quali manifestazioni di interesse sono arrivate per il bando di ricerca dell’advisor che definirà il masterplan. Si parla in questo caso della porzione di terreno - 250mila metri quadrati - che verrà di fatto gestita dai privati (aziende o altro), seppur con l’indirizzo pubblico.


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