Pubblica e privata

Il Governo prepara i dossier del dopo Expo

di Sara Monaci

I governi passano ma i fondi restano. È la rassicurazione che ieri, in prefettura a Milano, ha voluto dare il ministro alla Coesione sociale Claudio De Vincenti, durante un incontro con il governatore della Lombardia Roberto Maroni e con il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Sul tavolo ci sono i patti per Milano e per la Lombardia, ovvero due elenchi di progetti per i prossimi cinque anni (alcuni già avviati, alcuni ancora da progettare) per i quali il governo si era impegnato nei mesi scorsi con le istituzioni locali.

Il governo in questione era quello guidato da Matteo Renzi, ma ora gli impegni sarebbero stati confermati anche dal premier Paolo Gentiloni, come ha spiegato ieri De Vincenti. Come prima cosa il ministro si è preso l’impegno di presentare a Bruxelles, nel giro di poche settimane, il dossier di candidatura per trasferire nell’area dell’Expo di Milano l’agenzia europea del farmaco (Ema). Sala e Maroni, su questo punto, hanno proprio inviato ieri una lettera al premier Gentiloni, per sottolineare l’importanza del dossier e sollecitarlo. De Vincenti ha chiarito anche che l’ipotesi di realizzare una Zona a economia speciale (Zes) nell’ex sito di Expo (e in altre aree italiane) verrà recuperata dal governo Gentiloni e proposta anch’essa in Europa.

Tornando alle risorse per i patti territoriali firmati a fine 2016, per Milano si parlava di attivare 2,5 miliardi di investimenti pubblici e privati in nuove opere, di cui 110 milioni derivanti, entro il 2018, dalla riorganizzazione dei fondi nazionali Fsc 2014-2020 e altri 138 milioni derivanti da altre risorse statali e dai programmi operativi nazionali dedicati alle metropolitane.

Gli obiettivi principali individuati per la città, ha ricordato il sindaco Sala, riguardano soprattutto la mobilità - il prolungamento della metropolitana 5 fino a Monza, il prolungamento della metro 1 e la riqualificazione della metro 2 e nuovi tram periferici -; le periferie - dalle case popolari al dissesto idrogeologico, dalla costruzione di nuove scuole alla lotta contro l’illegalità alla riqualifica di aree verdi - e la valorizzazione dell’ex area Expo, dove appunto dovrà trasferirsi auspicabilmente l’Ema e varie aziende internazionali, oltre alle facoltà scientifiche dell’Università Statale di Milano, e nascere il centro di ricerca dello Human Technopole. L’impegno del governo è confermato: «I soldi per le periferie - ha detto De Vincenti - sono già stati stanziati nel 2016 e ora verranno erogati, ci sono 2,1 miliardi inseriti nell’ultima legge di Bilancio».

A livello regionale, De Vincenti spiega come 21 progetti sui 60 previsti dal patto per la Lombardia siano già avviati, mentre 39 sono in fase avanzata. Maroni ha parlato della volontà di completare la Pedemontana e della possibilità di realizzare insieme al Comune di Milano un nuovo progetto per la gestione delle case popolari (visto che in parte adesso sono gestite da Palazzo Marino e in parte dall’agenzia regionale Aler).

Intanto ieri a Londra si è tenuta la seconda giornata del road show di Arexpo (società dei terreni di Expo) per la presentazione del bando per la ricerca di un advisor/gestore per gli investimenti privati nell’area del post Expo. Il partner che Arexpo cerca firmerà un contratto di concessione di 50 anni per un diritto di superficie di 250 mila metri quadrati. Secondo indiscrezioni, si sarebbero presentati 60 operatori.


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