Studenti e ricercatori

Dalla Ue arrivano altri 100 milioni per l’innovazione delle infrastrutture di ricerca

di Roberto Nicchi

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L’innovazione al servizio del progresso scientifico. L’Unione europea, attraverso il programma quadro per la ricerca Horizon-2020, ha aperto l’8 dicembre scorso tre call indirizzate a rivoluzionare dall’interno la ricerca scientifica. I tre bandi, tutti con deadline fissata al 29 marzo 2017 e dal budget complessivo di 100 milioni di euro, puntano infatti al rinnovamento delle infrastrutture di ricerca stesse. Tra i temi da trattare sia il sostegno allo sviluppo e alla sostenibilità a lungo termine di nuove infrastrutture che l’innovazione delle esistenti, comprese quelle elettroniche.


Promozione dell’innovazione delle infrastrutture, budget di 20 milioni
La prima call, “Infrainnov 2016-2017”, riguarda la promozione dell’innovazione delle infrastrutture esistenti intese sia come fornitori di servizi avanzati che come acquirenti di tecnologie d’avanguardia. I ricercatori dovranno concentrarsi nell’individuare un ampio spettro di opportunità tecnologiche dall’alto livello di fattibilità e scalabilità e con un grande potenziale per l’attuazione industriale. Altro obiettivo consisterà nel trovare le migliori condizioni per il massimo sfruttamento del potenziale innovativo di tali infrastrutture da parte dei partner industriali. Tutto ciò per aumentare il coinvolgimento dell’industria, in special modo le Pmi, nello sviluppo di infrastrutture di ricerca. Ampio interesse verrà rivolto alle proposte concernenti le tecnologie di rilevamento e di imaging. Tecnologie, quest’ultime, che potranno trovare applicazione in diversi settori quali la medicina, l’industria (dal settore manifatturiero a quello aerospaziale), l’Ict, l’ingegneria e le scienze ambientali.


Stanziati 20 milioni per lo sviluppo di nuove infrastrutture sostenibili
Il sostegno allo sviluppo e alla sostenibilità a lungo termine delle infrastrutture di ricerca è, invece, alla base della call “Infradev 2016-2017”. Fine ultimo del bando il mantenimento di una posizione d’avanguardia dell’Europa nel progresso scientifico e il supporto al rafforzamento del know-how tecnologico dell’industria. Le proposte di progetto potranno seguire un iter o completamente tecnico-scientifico o puramente concettuale. Nel primo caso i ricercatori potranno dedicarsi alla redazione di concetti e progetti architetturali ed ingegneristici per la realizzazione di costruzioni a basso impatto ambientale. O ancora, per garantire alla comunità scientifica l’immediato utilizzo alla massima efficienza dei nuovi impianti. Nel secondo caso, invece, le proposte dovranno puntare ad integrare coerentemente le nuove infrastrutture nel panorama europeo, a redigere il bilancio di previsione per il loro finanziamento e a stabilire i piani per una struttura di governance internazionale. Inoltre i candidati potranno dedicarsi alla pianificazione dei servizi di ricerca da fornire e delle procedure e dei criteri per la scelta dei siti in cui realizzare le nuove infrastrutture.


Infrastrutture elettroniche, 60 milioni per il rinnovamento del settore
La terza ed ultima call, denominata “Einfra 2016-2017”, è suddivisa in due topic relativi all’innovazione delle infrastrutture elettroniche a sostegno delle politiche europee in materia di “Big Data”, dati di ricerca aperti, calcolo scientifico intensivo ad alte prestazioni ed istruzione. Il primo topic, dal budget di 40 milioni, riguarda fondamentalmente la gestione dei dati e lo sviluppo di infrastrutture elettroniche di calcolo distribuito a servizio del concetto di “Open science”. Potranno essere inviate proposte per l’integrazione di calcolo e la progettazione di software, con annesse risorse di storage, al fine di promuovere la realizzazione di un sistema sicuro, permanente ed on-demand. O, ancora, in grado di individuare soluzioni per l’accesso aperto alla ricerca di oggetti digitali, la loro registrazione e conservazione. Ciò allo scopo di garantire a tutti i ricercatori ed educatori europei pari opportunità di accesso alle risorse indispensabili per esprimere il proprio talento e di conferire all’Europa un ruolo primario nelle collaborazioni internazionali. In merito al secondo topic da 20 milioni, invece, i ricercatori potranno cimentarsi nell’individuare soluzioni a sostegno della realizzazione di appalti pubblici per l’High-performance computing (Hpc). Tali proposte dovranno fornire sistemi innovativi atti a diversificare le capacità dei leader del settore attraverso una ricca serie di architetture. In ultimo si potranno proporre prototipi di infrastrutture elettroniche basati su identificatori di oggetti digitali (articoli, raccolte di dati e software) in grado di far fronte a grandi risorse di dati e che non abbiano limiti geo-culturali, temporali, disciplinari, organizzativi e tecnologici legati ad un unico sistema centralizzato. Gli obiettivi sono la creazione di un mercato europeo degli appalti favorevole agli attori Hpc comunitari e garantire la reperibilità universale degli oggetti in questione.


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