Studenti e ricercatori

Ffo 2016, Sud meno penalizzato: Catanzaro e Napoli crescono più degli atenei del Nord

di Marzio Bartoloni

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Il Sud riprende fiato. L’assegnazioneateneo per ateneo dei fondi 2016 mostra una inversione di tendenza con molte università meridionali che recuperano risorse o ne perdono meno degli anni passati. Un po’ grazie alla nuova Vqr 2011-2014 , la valutazione della qualità della ricerca che ha rivisto i metodi e pesi di calcolo rispetto al passato premiando di più chi migliora la sua performance. Un po’ per la quota perequativa che vale quasi 200 milioni. Alla fine a guadagnare di più rispetto al 2015 sono addirittura degli atenei del Sud. E cioè: Catanzaro (+12.2%), Università della Campania (+6,2%) e Napoli Orientale (+4,1%). Con risultati migliori sia rispetto al Centro - dove i miglioramenti più significativi sono di Politecnica delle Marche (+1,6%), Foro Italico (+1,6%) e Roma Tre (+0.35%) - che rispetto alle università del Nord, con Torino (+2.6%), Venezia Ca’ Foscari (+2,4%), Bergamo (+2.0%) e Politecnico Torino (+1.5%) che fanno registrare gli aumenti maggiori. Tra i grandi atenei si segnalano importanti miglioramenti per Napoli Federico II (+0.3%). Mentre tra le Scuole superiori vanno meglio Iuss Pavia (+ 24.9%) e Imt Lucca (+14,8%). Bene anche le università per Stranieri (Perugia +8,4%, Siena +1,2%).

La quota premiale
Con il decreto 998/2016 che ha definito i criteri di riparto sono stati assegnati 1,643 miliardi, di cui 1,433 miliardi da destinare a finalità premiali, 195 milioni a fini perequativi e 15 milioni per le università di Camerino e Macerata interessate dal terremoto. In particolare per la quota premiale viene destinato circa il 20% delle risorse disponibili la quota di 23 milioni del Fondo Natta che nel 2016 non è stata utilizzata. L'importo destinato alla quota premiale è ripartito per il 65% in base ai risultati conseguiti nella valutazione della qualità della ricerca (Vqr 2011 - 2014), per il 20% in base alla valutazione delle politiche di reclutamento (sempre in base alla Vqr 2011 - 2014), per il 7% in base all’internazionalizzazione (studenti Erasmus in entrata e in uscita) e per l' 8% in base ai risultati della didattica con specifico riferimento al numero di studenti regolari che hanno acquisito almeno 20 crediti. Il decreto prevede tra l’altro che per le forti specificità delle Scuole superiori a ordinamento speciale (Sissa Trieste; Normale di Pisa, S’Anna di Pisa, Imt Lucca e Iuss Pavia) per la prima volta i fondi assegnati a questi “atenei speciali” sono stati distinti con una somma premiale complessiva di 16,5 milioni.

L’intervento perequativo
Come previsto dall’articolo 3 del decreto del Miur 552/2016 (quello di luglio scorso sul riparto del Ffo) nessun ateneo poteva subire una riduzione dei fondi 2016 superiore alla soglia minima del -2,25% rispetto a quelli 2015. Da qui la quota di Ffo 2016 destinata all’intervento perequativo per il 2016 che ammonta a 195 milioni, circa il 3% del totale delle risorse disponibili. Anche i criteri di riparto dell’intervento perequativo sono sostanzialmente gli stessi di quelli applicati nel 2015 destinando 24,375 milioni euro al sostegno degli squilibri finanziari delle università sede di facoltà di medicina e chirurgia collegate ad aziende ospedaliere nate da ex policlinici a gestione diretta, circa 128,5 milioni per garantire la soglia di salvaguardia del Ffo (-2.25% rispetto al 2015) e circa 42 milioni destinati all’accelerazione del riequilibrio. I meccanismi prudenti messi a punti dal Miur hanno consentito in questa tornata del Ffo a tutti gli atenei una assegnazione migliore rispetto alla soglia di perdita massima (-2,25%). Alla fine, tenuto conto anche del meccanismo di accelerazione del riequilibrio e delle risorse finalizzate ai piani straordinari, la perdita massima registrata rispetto al 2015 è stata quella di Messina (-1,13%).


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