Studenti e ricercatori

Il Cnsu boccia il decreto sul Ffo: «La didattica pesi di più nel riparto della quota premiale»

di Mar.B.

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Gli studenti bocciano sostanzialmente il decreto con i criteri per il riparto del Ffo inviato al Cnsu (oltre a Crui, Cun e Anvur) per i pareri di rito. In un parere approvato all’unanimità il Consiglio nazionale degli studenti ha smontato gran parte del decreto mettendo nel mirino soprattutto lo squilibrio della quota premiale sui risultati della ricerca. Criticati anche i criteri di calcolo utilizzati per ripartire la quota assegnata in base ai risultati sulla didattica.

Il parere approvato all’unanimità
Ieri il Consiglio nazionale degli studenti universitari ha approvato all’unanimità il parere presentato dall’Udu e integrato con le proposte di altri gruppi che critica in più punti il decreto del Miur che tra le altre cose prevede il riparto dell fondo premiale in base essenzialmente a tre voci: 65% in base ai risultati conseguiti nella valutazione della qualità della ricerca 2011 - 2014; 20% in base alla valutazione delle politiche di reclutamento; 7% (99 milioni) in base ai risultati della didattica con specifico riferimento alla componente internazionale (in particolare la presenza di studenti Erasmus in entrata e in uscita) a cui si aggiunge l’8% (113 milioni) in base ai risultati della didattica con specifico riferimento al numero di studenti regolari che hanno acquisito almeno 20 crediti formativi. Per gli studenti è innanzitutto negativo il fatto che i 38 milioni di euro non utilizzati nel 2016 per le Cattedre Natta siano spostati all’interno della quota premiale. Il Cnsu ritiene inoltre che la quota di finanziamento premiale destinata alla ricerca deve essere ridotto dal 65% al 60%, per privilegiare di più la didattica. Su cui però gli indicatori previsti dal decreto non vanno bene, a cominciare da quelli sull’Erasmus che sono limitativi - per gli studenti - per una valutazione dell'internazionalizzazione anche perché accrescono le disuguaglianze territoriali. Anche il numero di studenti in corso con almeno 20 Cfu nell’ultimo anno solare non è un criterio idoneo, secondo il Cnsu, per premiare l’effettiva qualità, sia perché l'indicatore non è proporzionato alla platea di studenti dei singoli atenei, sia perché atto a penalizzare proprio quegli atenei in cui sarebbero necessari investimenti ulteriori in didattica integrativa e tutorati. Positivo invece per il Cnsu lo stanziamento di 15 milioni di euro per interventi straordinari per gli eventi sismici del 2016, destinati agli atenei di Macerata e Camerino.

Azzalin (Cnsu): «Il ministro ci ascolti»
Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Udu, critica in particolare la quota premiale, che rappresenta circa il 20% del totale del Ffo, in aumento rispetto agli anni passati: «Un aspetto assai negativo se si considera che di fronte ad un sistema fortemente sottofinanziato, tale quota finisce per incrementare la competizione e la forbice tra gli atenei troppo spesso costretti a competere per poche briciole». Per Anna Azzalin, presidente del Cnsu «è estremamente importante che il parere sia stato approvato all'unanimità, a dimostrazione di come ci sia convergenza di tutto il mondo studentesco nel valutare gli effetti che tale schema di decreto produrrebbe in un sistema già in sofferenza». «Ora chiediamo alla ministra - conclude Azzalin - di continuare sulla buona strada intrapresa: il nostro parere non rimanga lettera morta, un semplice adempimento burocratico necessario per l'emanazione stessa del decreto. Bisogna ripartire da quanto anche denunciato dagli studenti, a cominciare dalla necessità di rifinanziare l’università secondo criteri che permettano a tutti gli atenei di ricevere la quota necessaria».


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