Studenti e ricercatori

Una pagella da quasi un miliardo

di Mar.B.

Quasi un miliardo. Tanto vale la “fetta” di quota premiale che sarà assegnata in base alle nuove pagelle dell’Anvur. A deciderlo è un decreto inviato nei giorni scorsi dal Miur per i pareri ad alcuni organismi (Cun, Cnsu, Crui e Anvur) del mondo universitario con i criteri di riparto dell’intera quota premiale (1,433 miliardi) e dell'intervento perequativo (195 milioni) del Fondo di finanziamento ordinario delle università per l'anno 2016

I quasi 1,5 miliardi di “prermi” ai migliori atenei saranno divisi in base ad alcuni criteri: il 65% - circa 900 milioni - in base ai risultati conseguiti nella valutazione della qualità della ricerca 2011 - 2014 pubblicati ieri dall’Anvur ; il 20% (300 milioni) in base alla valutazione delle politiche di reclutamento; il 7% (99 milioni) in base all’internazionalizzazione dell’ateneo (pesa in particolare la presenza di studenti Erasmus in entrata e in uscita); infine l’8% (113 milioni) in base ai risultati della didattica con specifico riferimento al numero di studenti regolari che hanno acquisito almeno 20 crediti formativi. Con i criteri e i dati forniti da Anvur e da altre fonti il Miur provvederà a dividere i fondi - 1,433 miliardi - premiando così chi eccelle nella ricerca, ma anche nella capacità di reclutare i migliori cervelli così come nella didattica e nell’internazionalizzazione. Ma con l’intervento del fondo perequativo da quasi 200 milioni si assicurerà che nessun ateneo possa avere una riduzione di risorse, rispetto al 2015, superiore al 2,25%.

Le pagelle appena pubblicate dall’Anvur non serviranno però solo a decidere dove assegnare i cospicui fondi premiali. La legge di bilancio appena varata mette in palio anche 270 milioni ida assegnare ai 180 migliori dipartimenti universitari. I fondi arriveranno dal 2018, ma dal prossimo anno anche grazie ai “voti” dell’Anvur si comincerà a costruire la graduatoria. Mentre già dal 2017 scatteranno i “bonus” da 3mila euro che sempre la manovra assicura a ogni ricercatore che non sia rimasto inattivo.


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