Studenti e ricercatori

Addio fuori corso: arrivano i «tutor studenti» per scegliere la facoltà giusta

di Marzio Bartoloni

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Orientamento e tutor per gli studenti in difficoltà con gli esami fanno il loro ingresso ufficiale nel nostro sistema educativo, dopo il fai da te organizzato oggi dalle università. Il primo passo è contenuto nella manovra che stanzia 5 milioni a decorrere dal 2017 per le università e le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica che organizzano specifici corsi di orientamento pre-universitario o pre-accademico destinati agli studenti, da svolgersi, in collaborazione con le scuole e «senza interferenze con l’attività scolastica ordinaria, durante gli ultimi due anni di corso della scuola secondaria di secondo grado o tra il conseguimento del diploma e l'immatricolazione». L’obiettivo è quello di aiutare gli studenti delle scuole superiori che frequentano gli ultimi due anni a fare scelte consapevoli al momento dell’iscrizione ai corsi di laurea. Saranno gli atenei a organizzare corsi di orientamento pre universitario in collaborazione con le scuole.

L'altra novità di peso riguarda le lezioni di recupero e assistenza - da affidare anche agli studenti “senior” - per aiutare le matricole o gli iscritti dei primi anni a non mollare dopo le prime difficoltà con gli esami.

Le attività di tutorato
Le attività di tutorato sono riservate a studenti iscritti al primo e secondo anno di un corso di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico che «abbiano riscontrato - è scritto nella manovra - ostacoli formativi iniziali, anche con collaborazioni a tempo parziale di studenti dei corsi di studio o degli anni superiori». Attualmente già alcuni atenei autonomomamente con le loro risorse organizzano questo tio d attività ricorrendo agli studenti senior secondo un orario che può variare in relazione al tipo di attività svolta ma che non può superare 200 ore per ciascun anno accademico con un corrispettivo, esente da imposte, entro il limite di 3.500 euro annui. Un rapporto che - va sottolineato - non configura in alcun modo un rapporto di lavoro subordinato e non dà luogo ad alcuna valutazione ai fini dei pubblici concorsi. “Si finanzia stabilmente, per la prima volta nel nostro Paese, l'attività di orientamento e di tutorato, perché ostacolo al conseguimento del titolo non è soltanto l'ambiente economicamente svantaggiato, ma è anche il contesto culturale meno favorevole”, avverte Manuela Ghizzoni (Pd) che ha voluto fortemente questa norma.E che sottolinea come gli studenti possono incontrare eventuali difficoltà nel loro percorso di studio “per debiti formativi o per studi pregressi alle spalle poco orientati alla formazione teorica”.

I fondi a disposizione
Per questi due nuovi compiti assegnati agli atenei come detto la legge di bilancio prevede che il Fondo per il finanziamento ordinario delle università sia incrementato a decorrere dal 2017 di 5 milioni di euro. «Tale importo è ripartito annualmente tra le Università tenendo conto delle attività organizzate dalle stesse per attuare piani pluriennali di interventi integrati di orientamento pre-universitario, di sostegno didattico e di tutorato» oltre che valutando i «risultati raggiunti».


© RIPRODUZIONE RISERVATA