Studenti e ricercatori

No tax area, borse di studio, premi ai dipartimenti e semplificazioni per la ricerca: ecco le misure per gli atenei

di Marzio Bartoloni

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Di seguito tutti i commi della legge di bilancio appena approvata dedicati all’università e alla ricerca.

Commi 252-267. Norme sulla contribuzione studentesca
La legge di bilancio istituisce - con riferimento agli studenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale - la cosiddetta “no tax area” per quanti appartengono ad un nucleo familiare con Isee fino a 13mila euro, fino al primo anno fuori corso. Nel caso di iscrizione al secondo anno accademico gli studenti per essere esentati dalla tasse devono aver conseguito, entro la data del 10 agosto del primo anno, almeno 10 crediti formativi universitari; nel caso di iscrizione ad anni accademici successivi al secondo anno devono aver conseguito, nei dodici mesi antecedenti la data del 10 agosto precedente l'iscrizione, almeno 25 crediti formativi. Per gli studenti con Isee inferiore ai 13mila euro che soddisfano solo i requisiti sui crediti formativi (ma sono fuori corso da più di un anno) è previsto un contributo di 200 euro. Tasse calmierate poi per gli studenti con Isee da 13mila euro e fino a 30mila euro. Per chi non è fuori corso da più di un anno ed è in regola con i requisiti sui crediti formativi previsti per la no tax area il contributo onnicomprensivo annuale non può superare il 7 per cento della quota di Isee eccedente i 13mila euro. Per gli studenti sempre con Isee inferiore ai30mila euro che soddisfano il requisito sui crediti formativi ma sono fuori corso da più di un anno il contributo onnicomprensivo annuale viene aumentato del 50 per cento, con un valore minimo di 200 euro.
Per la copertura di queste misure si incrementa di 55 milioni per il 2017 e di 105 milioni dal 2018 il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle università statali. La nuova disciplina si applica anche alle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam), mentre non si applica alle università non statali, alle università telematiche, alle istituzioni universitarie ad ordinamento speciale e all'università di Trento. Gli atenei dovranno adeguarsi alle nuove regole con regolamenti da approvare entro il 31 marzo 2017. Nell'anno accademico 2020/2021 e poi ogni 3 anni saranno riviste le soglie Isee.

Commi 268-272. Finanziamento del fondo per le borse di studio
La manovra incrementa dal 2017 di 50 milioni il fondo integrativo statale - che raggiunge così quota 216,7 milioni - per la concessione delle borse di studio prevedendo la determinazione, con decreto ministeriale, dei fabbisogni finanziari regionali, ai fini dell'assegnazione del fondo alle Regioni in misura proporzionale a tale fabbisogno. Inoltre, si prevede l'istituzione, in ogni regione, di un unico ente erogatore dei servizi per il diritto allo studio. Negli organi direttivi dell'ente regionale deve essere prevista una rappresentanza degli studenti. Infine il termine per l'attribuzione delle risorse al bilancio dello stesso ente è fissato al 30 settembre di ogni anno.

Commi 273-289. Borse nazionali per il merito e la mobilità
Per la prima volta è introdotta l'assegnazione annuale con bando sulla base di requisiti di merito e di reddito di almeno 400 borse di studio nazionali per il merito e la mobilità, ciascuna del valore di 15mila euro annui, destinate a favorire l'iscrizione degli studenti ai corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico nelle università statali o ai corsi di diploma accademico di primo livello nelle istituzioni statali Afam, anche aventi sede differente da quella di residenza del nucleo familiare. Sono ammessi a partecipare al bando gli studenti iscritti all'ultimo anno della scuola secondaria di II grado che soddisfano requisiti di reddito e di merito. E cioè: possesso, alla data di emanazione del bando, di un Isee inferiore o uguale a 20mila euro; medie dei voti relativi a tutte le materie ottenuti negli scrutini finali del terzo e quarto anno della secondaria e degli scrutini intermedi del quinto anno uguali o superiori a 8/10; infine punteggi riportati nelle prove Invalsi di italiano e matematica ricadenti nel primo quartile dei risultati della regione dove ha sede la scuola. Inoltre, sono ammessi a partecipare al bando, in numero non superiore a due per ogni scuola gli studenti che soddisfano i requisiti su Isee e punteggi Invalsi, ma non nelle medie dei voti, selezionati dal dirigente scolastico, su proposta del collegio dei docenti, come eccezionalmente meritevoli. Dal 1 gennaio 2017, la Fondazione per il merito assume il nuovo nome di «Fondazione Articolo 34». Alla Fondazione spetterà pubblicare il bando entro il 30 aprile di ogni anno. Nella fase transitoria sarà costituita una cabina di regia a Palazzo Chigi. I candidati sono inclusi in un'unica graduatoria nazionale. Le borse di studio sono assegnate, nell'ordine della graduatoria, entro il 31 agosto di ogni anno e sono corrisposte allo studente in rate semestrali, previa verifica del rispetto di alcune condizioni; la prima rata è corrisposta al momento dell'avvenuta immatricolazione ad un corso di studio, la seconda entro il 31 marzo dell'anno successivo. Negli anni accademici successivi, le borse sono confermate a condizione che lo studente abbia conseguito, entro il 10 agosto di ogni anno accademico tutti i crediti formativi degli anni precedenti e almeno 40 di quello in corso, con una media dei voti non inferiore a 28/30 e nessun voto inferiore a 24/30.Le due rate sono corrisposte, rispettivamente, entro il 30 settembre ed entro il 31 marzo dell'anno successivo.

Commi 290-293. Orientamento pre-universitario e tutorato
Stanziati 5 milioni in più dal 2017 da destinare all'organizzazione, da parte delle università e degli Afam, di iniziative di orientamento per sostenere gli studenti nella scelta del percorso universitario e l'organizzazione, da parte delle sole università, di iniziative di tutorato. I corsi di orientamento dovranno svolgersi durante gli ultimi due anni di corso della scuola secondaria di secondo grado, o tra il conseguimento del diploma e l'immatricolazione, in collaborazione con le scuole. I corsi di orientamento sono riservati a studenti iscritti al primo e al secondo anno di un corso di laurea che abbiano riscontrato ostacoli formativi iniziali.

Commi 295-305. Finanziamento delle attività di ricerca e semplificazione
Dal 2017 nasce il Fondo destinato a incentivare l'attività base di ricerca dei professori di seconda fascia e dei ricercatori delle università con uno stanziamento di 45 milioni annui. Prevista l'assegnazione di 3mila euro circa a ricercatori e docenti di seconda fascia per un totale di 15.000 finanziamenti. Entro il 31 luglio di ogni anno, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) predispone gli elenchi dei ricercatori e dei professori di seconda fascia che possono richiedere il finanziamento annuale individuale. I ricercatori e i professori di seconda fascia inclusi negli elenchi possono presentare la domanda entro il 30 settembre di ogni anno. Il Miur trasferisce ad ogni università il finanziamento spettante ai ricercatori e ai professori di seconda fascia entro il 30 novembre. La manovra prevede anche una serie di semplificazioni per la ricerca. Innanzitutto gli atti e i contratti stipulati dalle università, volti a conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione non sono più soggetti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti. Le università statali sono poi esentate dai limiti di spesa per missioni e per attività di formazione, previsti per le Pa. Si prevede poi che le somme destinate dal Miur al finanziamento delle attività di ricerca non sono soggette ad esecuzione forzata. Dal 2018 il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca vigilati dal Miur è aumentato di 25 milioni da destinare al sostegno delle “Attività di ricerca a valenza internazionale”.

Comma 306. Autorizzazione all'assunzione di personale da parte dell’Anvur
Autorizzata l'assunzione da parte dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca di 17 unità. Si stabilisce, inoltre, che la Valutazione della qualità della ricerca (VQR) è effettuata con cadenza quinquennale dall'Anvur sulla base di un decreto del Miur.

Comma 307. Finanziamento dell'Istituto nazionale di genetica molecolare
Dal 2017 è prevista una spesa ulteriore di 1 milione di euro annui in favore dell'Istituto nazionale di genetica molecolare

Commi 314-339. Finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza
Viene istituito, a decorrere dal 2018, un «Fondo per il finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza”, destinato a finanziare – con uno stanziamento di 271 milioni annui – 180 dipartimenti delle università statali. Le risorse quinquennali che valgono 1,35 milioni l'anno per ogni dipartimento sono assegnate sulla base dei risultati della Valutazione della qualità della ricerca (Vqr) effettuata dall'Anvur (l'Agenzia nazionale per la valutazione dell'università e della ricerca e della valutazione dei progetti dipartimentali di sviluppo, presentati dalle università. Con decreto del Miur si procede alla nomina di una Commissione incaricata della valutazione delle domande presentate dalle università. Entro il 30 aprile 2017 per il quinquennio 2018-2022 e, a regime, entro il 31 dicembre del quarto anno di erogazione del precedente finanziamento, il Miur richiede all'Anvur, sulla base dei risultati ottenuti nell'ultima Vqr dai docenti appartenenti a ciascun dipartimento, la definizione di un apposito Indicatore standardizzato della performance dipartimentale (Ispd), che tenga conto della posizione dei dipartimenti nell'ambito della distribuzione nazionale della Vqr, nei rispettivi settori scientifici disciplinari, nonché l'attribuzione ad ogni dipartimento del relativo indice. Il numero massimo di domande ammissibili per dipartimenti appartenenti alla stessa università statale è pari a 15. Per il primo quinquennio, il termine finale per la presentazione delle domande è fissato al 31 luglio 2017. A regime, invece, le domande possono essere presentate dal 1° maggio al 31 luglio del quinto anno di erogazione del (precedente) finanziamento.
La valutazione delle domande si articola in due fasi. Nella prima fase, la commissione procede a valutare i progetti dipartimentali di sviluppo presentati da ciascuna università in relazione solo al dipartimento collocato nella posizione migliore in graduatoria. Nella seconda fase, la commissione, tenuto conto del numero dei dipartimenti già ammessi al finanziamento nella prima fase, valuta le rimanenti domande assegnando ad ognuna un punteggio da 1 a 100. In particolare, fino a 70 punti sono attribuiti in base all'indicatore Ispd, mentre fino a 30 punti sono attribuiti al progetto dipartimentale di sviluppo, in relazione a coerenza e fattibilità dello stesso progetto. L'elenco dei dipartimenti assegnatari del finanziamento è pubblicato dalla commissione sul sito dell'Anvur (e non anche del Miur).
Per il primo quinquennio la pubblicazione avviene entro il 31 dicembre 2017; a regime, entro il 31 dicembre del quinto anno di erogazione del (precedente) finanziamento. L'importo complessivo del finanziamento quinquennale è assoggettato a determinati vincoli di utilizzo. Innanzitutto, si dispone che non più del 70% dell'importo complessivo del finanziamento può essere utilizzato per il reclutamento di professori e di ricercatori, nonché di personale tecnico e amministrativo. Inoltre, fermo restando questo primo vincolo, si stabilisce che il finanziamento deve essere impiegato per almeno il 25%, per le chiamate di professori esterni all'università cui appartiene il dipartimento, per almeno il 25%, per il reclutamento di ricercatori di tipo B (quelli che possono aspirare alla docenza) e per le chiamate dirette di professori (non è indicata una quota minima). Entro il 31 gennaio dell'ultimo anno di erogazione del (precedente) finanziamento l'università deve presentare alla commissione incaricata della valutazione, per ogni dipartimento, una relazione contenente il rendiconto dell'utilizzazione delle risorse e i risultati ottenuti rispetto ai contenuti individuati nel progetto.
Entro tre mesi dalla presentazione della relazione, la commissione esprime il proprio motivato giudizio circa la corrispondenza tra utilizzo delle risorse e obiettivi del progetto, nonché il rispetto dei vincoli di utilizzo di cui sopra. In caso di giudizio negativo, l'università non può presentare, per il quinquennio successivo, la domanda di finanziamento per lo stesso dipartimento.


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