Studenti e ricercatori

Ocse, in calo la spesa pubblica per ricerca e sviluppo nei Paesi avanzati. Italia sotto la media

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La spesa per la ricerca in istituzioni pubbliche nei Paesi industrializzati è diminuita nel 2014 per la prima volta da quando nel 1981 è iniziata la raccolta di questi dati. Lo indica l’Ocse nell’ «Outlook su Innovazione, scienza e tecnologia», sottolineando che la riduzione dei finanziamenti per la ricerca scientifica e tecnologica decisa da molti Paesi è una minaccia per l’innovazione, che è necessaria in un’epoca di cambiamento climatico e invecchiamento demografico.

In base ai calcoli dell’Ocse, considerata 100 la base di partenza della spesa pubblica in R&S, il dato nel 2014 è sceso a 263,9 dal 267,5 dell’anno precedente. L’Ocse ammonisce, inoltre, che potrebbero diventare una minaccia anche le reazioni contro la globalizzazione e le migrazioni in alcuni Paesi, visto che l’innovazione si basa sempre più sulla collaborazione cross-border e sulla capacità di scienziati, studenti e imprenditori di spostarsi e lavorare in Paesi diversi.

La spesa in R&S finalizzata a laboratori pubblici o universitari ha iniziato ad appiattirsi in realtà nel 2010, quindi sulla scia della crisi economica, dopo 30 anni di crescita. La spesa in R&S nei fatti ha ceduto via via il passo ad altre priorità nei bilanci pubblici, quali le pensioni, la sanità e la spesa sociale che hanno assorbito sempre maggiori risorse.

In base ai dati Ocse, in Italia la spesa lorda per l’R&S nel 2014 ammontava a 27,7 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto ed era pari all’1,3% del Pil contro il 2,38% medio Ocse. I fondi stanziati per l’R&S sono scesi all’1% della spesa pubblica totale nel 2015, il livello più basso del G7, dall’1,3% del 2000. In calo, tra i maggiori Paesi, anche la Francia (-0,7 punti all’1,13%), la Gran Bretagna (-0,45% a 1,36%) e gli Usa (-0,2 al 2,2%). La media Ocse scende di 0,1 all’1,76%. Hanno per contro aumentato la spesa in R&S rispetto alla spesa pubblica totale la Germania (+0,2 a 1,9%), la Corea (+1,3 a 3,7%) e il Giappone (+0,1 a +1,8%).


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