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Cattedre Natta, ecco i correttivi del Governo sul decreto contestato

di Marzio Bartoloni

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Nessuna retromarcia. Neussun ritiro del Dpcm che delinea l’identikit delle contestate cattedre Natta - le 500 chiamate dirette alla docenza di talenti italiani e stranieri - finite nel mirino di buona parte del mondo accademico. Il Governo sta lavorando ad alcune correzioni al testo del decreto che arriverà in Parlamento a quanto pare dopo il referendum del 4 dicembre. Le modifiche non cambiano la direzione delle misure più criticate a cominciare da quella sulla nomina dei presidenti delle commissioni che selezioneranno i candidati e che saranno sempre di nomina governativa, ma per la loro scelta si arriverà a un coinvolgimento di una serie di attori del mondo universitario (Crui, Cun, Cnr, Accademia dei Lincei, ecc.). A difendere le misure del decreto è stato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini che nei giorni scorsi ha accettato l’invito di Rete 29 Aprile che a Roma - presso la Facoltà di architettura - ha organizzato un confronto con le voci più critiche al Dpcm.

Le correzioni allo studio
Il testo che ancora deve essere trasmesso al Parlamento per i pareri di rito non è definitivo. Ma sono già chiare le limature a cui sta lavorando Palazzo Chigi con il Miur che prevedono innanzitutto una correzione alla nomina dei presidenti delle commissioni selezionatrici (meccanismo criticato anche dal Consiglio di Stato). I presidenti saranno sempre nominati con decreto del Presidente del consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Istruzione, «tra studiosi, di elevatissima qualificazione scientifica, che ricoprono posizioni di vertice presso istituzioni universitarie o di ricerca estere o internazionali». Ma saranno «sentiti» anche una platea di attori del mondo accademico e della ricerca. Si va dalla Crui al Cun fino al Cnr e all’Accademia dei lincei (la lista definitiva potrebbe essere più lunga). Un’altra modifica prevede la creazione di un meccanismo ex ante di “matching” tra domanda e offerta: in sostanza il candidato alla cattedra Natta parteciperà al bando se avrà “in tasca” anche una lettera di accettazione di un ateneo a ospitarlo. Per favorire questo incontro tra domanda e offerta il Governo sta pensando di creare un sito ad hoc dove le università potranno manifestare la propria disponibilità ad ospitare le cattedre Natta. Infine tra i correttivi allo studio c’è l’intenzione di alzare l’asticella anche per i due docenti ordinari che affiancheranno il presidente delle commissioni che dovranno avere - in base a criteri stringenti messi a punto dall’Anvur - curriculum più “pesanti” e di alto profilo.

La difesa del sottosegretario Nannicini
Lo scorso giovedì il sottosegretario a Palazzo Chigi, Tommaso Nannicini, invitato dalla Rete 29 Aprile a Roma per un confronto ha provato a difendere dalle critiche il decreto con le procedure per la selezione delle 500 cattedre Natta. Nannicini ha parlato di un «programma sperimentale e circoscritto» e alle accuse di voler creare un percorso parallelo a quello tradizionale che passa per l’abilitazione il sottosegretario ha spiegato che non si tratta di un «nuovo tipo di reclutamento, ma di una nuova tipologia di chiamata diretta». Nell’occasione Nannicini ha chiarito che «errori nel disegno del provvedimento possono essere corretti, ma il decreto non può essere stravolto». Tra le voci critiche quella di Massimiliano Tabusi di Rete 29 aprile che ha chiesto il ritiro del provvedimento perché è «sbagliato e distruttivo per il sistema universitario» a cui servono «non pochi prof di governo, ma molti buoni docenti». Anche per l’Adi, l’associazione dei dottori e dottorandi di ricerca, il decreto «sembra avere l’obiettivo di creare nuove eccezioni per aggravare ulteriormente gli squilibri del sistema». Per l’Adi il Governo sceglie di spendere 75 milioni di euro «per selezionare pochi “super-professori”, con una retribuzione molto più alta del normale, e una procedura dal costo di 3 milioni di euro per il solo 2016. La stessa cifra avrebbe potuto invece essere impiegata per aumentare il numero di posti Rtdb banditi ogni anno».


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