Studenti e ricercatori

Generazione Erasmus sfiora i 4 milioni: uno studente su 10 è italiano

di Marzio Bartoloni

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La generazione Erasmus ormai è così numerosa che potrebbe riempire una città come Roma. Dal 1987 - anno di nascita del famoso programma di mobilità studentesca europea - a oggi, i ragazzi che hanno fatto le valigie per studiare in un altro Paese Ue hanno raggiunto quasi quota 4 milioni. Con l’Italia che ha contribuito a questo record per il 10%: circa 400mila studenti . Gli ultimi numeri arrivano dall’Indire che ieri e oggi a Napoli, ospitato dall’Università Suor Orsola Benincasa, fa il punto sulle principali novità del programma programma Erasmus+.

L’ultimo bilancio
Come detto dall’inizio del programma (1987) a oggi gli studenti universitari complessivamente coinvolti a livello europeo sfiorano i 4 milioni. Un dato che posiziona il nostro Paese tra i quattro principali per studenti in partenza verso diverse destinazioni europee (dopo Spagna, Germania e Francia). Se si guarda poi all’accoglienza il nostro Paese è al quinto posto, poco dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con oltre 20mila studenti europei che scelgono l’Italia per studiare o per un tirocinio. Quest’anno sono stati stanziati fondi per le mobilità di 29.780 studenti, docenti e personale amministrativo; una partecipazione che è comunque destinata ad aumentare - spiega l’Agenzia - almeno del 20%, tenuto conto delle ulteriori mobilità che possono essere autorizzate ricorrendo anche ad altre tipologie di fondi.Per l’anno accademico 2016/2017 sono state accolte 244 candidature da parte di Istituti di istruzione superiore per le attività di scambio previste con i Paesi del programma, che includono gli Stati membri insieme a Islanda, Turchia, Liechtenstein, Ex Repubblica di Macedonia. Per il direttore dell'Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, Flaminio Galli questo programma si sta dimostrando «uno strumento straordinario di apertura, confronto e scambio di conoscenze e in Italia l’interesse e la partecipazione sono sempre stati fra i più alti in Europa. Negli ultimi tre anni il programma europeo ha registrato una forte crescita, soprattutto nella mobilità degli studenti universitari, grazie anche alla possibilità di fare un’esperienza oltre i confini europei ma anche nei progetti di cooperazione».

La mobilità internazionale extra Ue
Tra le ultime novità c’è il fatto che per il 2017-2018, l’Italia avrà a disposizione nell’ambito della mobilità internazionale extra Ue un budget di oltre 13 milioni di euro (+13%) in ragione dell’ampliamento ai Paesi partner come Iran, Iraq e Yemen nonché per la risposta dell’Italia all' integrazione di fondi specificamente dedicati alla mobilità con la Tunisia. Degli 89 istituti di istruzione superiore italiani candidati, ne sono stati finanziati 52. I fondi finanzieranno 3.102 tra studenti e docenti, (+25% rispetto al 2015), così suddivisi: 1986mobilità in entrata dai paesi extraeuropei, tra studenti, docenti e personale accademico, provenienti principalmente dalla Federazione Russa (195), Albania (191), Serbia (159), Georgia (121) e Israele (109); 1.116 mobilità in uscita, che dall’Italia hanno come destinazione paesi del resto del mondo, in primis la Federazione Russa (140), seguita da Georgia (84), Serbia (80), Israele (75) e Albania (61). Tra le università italiane che attraggono più studenti dal resto del mondo, Sapienza di Roma è al primo posto, seguita dall’università di Milano, dall’Alma Mater di Bologna, da quella di Padova e dal Politecnico di Torino. Rispetto alla mobilità verso i paesi extra Ue, i primi cinque istituti italiani per numero di studenti in partenza sono l’Alma Mater di Bologna, la Ca’ Foscari di Venezia, l’università della Tuscia, il Politecnico di Milano e l’università di Parma.


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