Studenti e ricercatori

Dalla Giannini arriva l’impegno a distribuire parte del “tesoretto” dell’Iit alla ricerca pubblica

di Mar.B.

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Il cosiddetto “tesoretto” di 450 milioni dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) potrà essere messo in parte a disposizione del mondo della ricerca italiana. È quanto ha assicurato ieri il ministro per l’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, nell’audizione in Senato sul finanziamento della ricerca pubblica e sul progetto dello Human technopole.

Il cosiddetto tesoretto dell’IIt consiste in 450 milioni, 426 dei quali sono di infruttifero deposito non toccato e accumulato nel corso degli anni. Si tratta di fondi mai impiegati a fronte dei circa 100 milioni annui versati dallo Stato all’Istituto italiano di tecnologia in 13 anni di vita. «Sono pienamente convinta che sia giunto il momento di ragionare sulla possibile destinazione di questi fondi, da rimettere in gioco per il mondo della ricerca di base. Questa - ha detto il ministro nel corso dell’audizione - mi sembra un’operazione non solo possibile ma auspicabile, me ne farò personalmente carico perchè mi sembra corretto». Secondo il ministro Giannini il fondo potrebbe essere utilizzato in parte «perchè - ha spiegato - c'è un fondo di riserva che ogni istituzione di livello deve poter avere per garantire la propria sostenibilità e la propria sopravvivenza di qualità nel mondo della ricerca di base». Per la senatrice a vita Elena Cattaneo si tratta di una «buona notizia» per la ricerca pubblica italiana. «Si tratta di denaro pubblico già iscritto al bilancio dello Stato, dedicato alla ricerca pubblica che, dopo anni - avverte la Cattaneo - tornerebbe finalmente disponibile salvando i progetti e le idee libere di tanti studiosi italiani».


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