Studenti e ricercatori

Cattedre Natta, anche la Crui prende posizione e il ministro ribadisce l’apertura a possibili modifiche

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Tornano ancora una volta alla ribalta le 500 cattedre Natta e il decreto - ora all’esame del Consiglio di Stato - atteso in Parlamento prima del via libera definitivo. Dopo la pioggia di critiche arrivate dal mondo accademico il numero uno dei rettori della Crui, Gaetano Manfredi, ha scritto nei giorni scorsi una lettera al ministro Giannini per sottoporre «alcune considerazioni» sul provvedimento, senza però bocciare l’iniziativa che - secondo il rettore della Federico II - «va nella giusta direzione di premiare merito ed eccellenza». Nel frattempo il ministro Giannini - sempre nei giorni scorsi - ha ribadito in una risposta a una interrogazione alla Camera che il Dpcm è aperto a «tutti i possibili doverosi miglioramenti».

La lettera del presidente Crui
Nel mirino delle proteste di molti accademici c’è soprattutto la nomina da parte del Governo dei presidenti delle 25 commissioni che dovranno valutare i curriculum degli studiosi per la chiamata diretta. Un punto questo che viene affrontato anche nella lettera del presidente della Crui che sottolinea la necessità di garantire «una soglia elevata per i candidati
che esige al contempo ancor più elevati requisiti per i commissari, accademici che vanno
individuati attraverso una condivisione responsabile con la comunità scientifica». Il rischio altrimenti è quello di «assistere al paradosso di un numero spropositatamente elevato di
domande, incongruo rispetto agli altissimi profili che si desidera premiare» con l’effetto di provocare «un danno sostanziale e di immagine a tutto il sistema universitario». Da qui il suggerimento di Manfredi: « La valutazione tra pari, come nei migliori standard internazionali, rappresenta la via maestra per ottenere una selezione efficace»

L’apertura del ministro Giannini
In una risposta a una interrogazione presentata dalla deputata di Sinistra italiana Annalisa Pannarale il ministro Giannini ha aperto a possibili modifiche: «considerato che il Decreto del Presidente del Consiglio, come detto, è attualmente al vaglio del Consiglio di Stato per il prescritto parere a seguito del quale, come stabilito dalla legge (comma 210), passerà all'esame delle Commissioni parlamentari, al momento, non appare appropriato avviare modifiche delle disposizioni». «Piuttosto - aggiunge la Giannini rispondendo alla Pannarale, non le sfuggirà che l'iter parlamentare che seguirà rappresenta il luogo deputato per tutti i possibili – in alcuni casi – doverosi miglioramenti. A tal proposito, dunque, le dico sin d'ora che siamo aperti ai contributi che verranno dagli organi competenti: il parere parlamentare serve proprio a valutare e risolvere, ove possibile, le criticità; sarà poi il Governo, in primo luogo il Presidente del Consiglio, a fare le opportune valutazioni di merito».


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