Pubblica e privata

R&S al Sud, possibili più domande, al via dal 13 dicembre

di Alessandro Sacrestano

È fissato al prossimo 13 dicembre il termine iniziale per l’accesso ai 200 milioni di euro, messi a disposizione dal bando grandi progetti in ricerca e sviluppo, a valere sulle risorse Pon “Imprese e competitività” 2014-2020, finanziato con il Fesr.

Il bando si rivolge ai progetti di rilevante dimensione, nel campo della ricerca e sviluppo nel settore delle tecnologie, dell’informazione e della comunicazione elettroniche e per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana e nell’ambito di specifiche tematiche rilevanti per l’industria sostenibile. L’accesso alle risorse è limitato alle imprese operanti nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).

Il decreto

Con il recente decreto direttoriale dell’11 ottobre (il comunicato è stato pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» n.157 del 26 ottobre), il ministero dello Sviluppo economico ha stabilito i criteri di accesso alle agevolazioni, di determinazione e rendicontazione dei costi ammissibili, nonché i punteggi minimi e massimi di valutazione dei progetti e quelli per la loro ammissibilità. Di sicura importanza, poi, la sezione del decreto dedicata agli ulteriori elementi propedeutici alla corretta attuazione degli interventi.

Le domande

Per l’inoltro delle domande ci si affiderà in via esclusiva all’ormai collaudata procedura telematica, a partire dalle ore 10 (e fino alle 19) di tutti i giorni feriali con inizio il 13 dicembre 2016. A tal scopo, sarà necessario utilizzare una delle due procedure presenti sul sito internet del soggetto gestore, Banca del Mezzogiorno Mediocredito centrale (https://fondocrescitasostenibile.mcc.it) delle quali una appositamente dedicata alle agevolazioni a valere sull’intervento Agenda digitale, e l’altra a valere sull’intervento Industria sostenibile. Le domande di agevolazione, comunque, passeranno alla fase istruttoria sulla base di uno stretto ordine cronologico giornaliero di presentazione.

Come al solito, il Mise metterà a disposizione dei richiedenti la piattaforma telematica con sufficiente anticipo, in modo da consentire agli aspiranti beneficiari di prendere confidenza coi meccanismi ed avviarsi nella fase di predisposizione della domanda e di tutta la documentazione ad essa allegata. Già del prossimo 1° dicembre 2016, come indica il sito del Mise (anche se il decreto fa riferimento al 29 novembre), pertanto, la piattaforma sarà accessibile.

Un prima precisazione contenuta nel decreto, è quella per cui ogni istante potrà presentare, sia per l’intervento Industria sostenibile che per Agenda Digitale, anche più di una domanda, purché il totale complessivo delle risorse richieste non superi il limite di spesa e di costi ammissibili, stabiliti dal decreto stesso in 40milioni di euro.

La graduatoria

Si è detto che le domande saranno istruite in ordine cronologico di presentazione. Quando, però, con le risorse ancora disponibili non sarà possibile finanziare tutte le istanze presentate in un medesimo giorno, il ministero ammetterà all’istruttoria le sole domande che, in base alla posizione assunta nell’ambito di una specifica graduatoria di merito, si saranno meglio classificate. La graduatoria sarà costruita sulla scorta dell’indice di solidità economico-finanziaria, desumibile dal contenuto dell’allegato 3, di corredo alla domanda. Qualora ci fossero più domande con parità di indice, prevarrà il progetto con il minor costo presentato.

L’istruttoria

Una volta passate alla fase dell’istruttoria, le domande saranno valutate sulla base di due differenti analisi: una prima, di tipo amministrativo, tendente alla verifica della completezza della documentazione presentata, dei requisiti e delle condizioni formali di ammissibilità; la seconda, di natura tecnico-finanziaria, sulla scorta di quanto previsto dall’articolo 8, comma 1 del Dm 1 giugno 2016. Si ricorda che, per essere positivamente valutate, le domande devono comportare un piano di spesa compreso tra i 5 e i 40 milioni di euro.


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