Pubblica e privata

Ricercatori, al rientro sarà tassato il 10% del reddito

di Marco Strafile

Previste importati novità nel disegno di legge di Bilancio 2017 volte a rafforzare gli incentivi finalizzati al rientro in Italia di docenti e ricercatori residenti all’estero e ad attrarre dipendenti altamente qualificati; vengono inoltre introdotte misure che favoriscono l’ingresso di lavoratori che abbiano svolto attività autonoma o di impresa all’estero o che vi abbiano conseguito un titolo di laurea o una specializzazione post universitaria.

Viene in primo luogo resa stabile l’agevolazione (prevista dall’articolo 44, comma 1, del Dl 78/2010) riguardante docenti e ricercatori che, in possesso di titolo di studio universitario o equiparato e non occasionalmente residenti all’estero, abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza per almeno due anni continuativi e vengono a svolgere la loro attività in Italia. Il beneficio consiste in un’esclusione dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo in misura pari al 90% degli emolumenti percepiti, applicabile nell’anno di acquisto della residenza fiscale e per i tre successivi.

Ulteriori novità riguardano il decreto internazionalizzazione (Dlgs 147/2016) che ha introdotto un regime fiscale agevolato per i dipendenti con ruoli direttivi o altamente qualificati che si trasferiscono in Italia e si impegnano a rimanervi per almeno due anni. In tale ipotesi il reddito da lavoro dipendente concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 70% del suo ammontare e tale regime si applica nell’anno del trasferimento e nei quattro periodi di imposta successivi. Per l’accesso a tale regime i lavoratori non devono essere stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il trasferimento e devono prestare attività lavorativa prevalentemente in Italia per un’impresa qui residente o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa.

Per questa agevolazione è prevista un’ulteriore riduzione della base imponibile che concorre alla formazione del reddito complessivo che scenderà dall’attuale 70% al 50%, nonché un ampliamento della platea dei destinatari dell’agevolazione che potrà riguardare non solo i dipendenti ma anche i lavoratori autonomi.

Il disegno di legge di Bilancio stabilisce che il medesimo “sconto” si applichi ai cittadini di Stati extracomunitari con i quali sia in vigore una convenzione contro le doppie imposizioni, ovvero un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale, in possesso di un titolo di laurea, che abbiano svolto continuativamente un’attività di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa fuori dall’Italia negli ultimi due anni, ovvero un’attività di studio negli ultimi 24 mesi o più, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream.

Infine, la detassazione al 50% si applicherà, per gli anni 2017-2020, anche ai dipendenti che nel 2016 hanno trasferito la residenza fiscale in Italia e ai destinatari delle agevolazioni previste dalla legge 238/2010 (volte a favorire il rientro di lavoratori comunitari) che sempre nel corrente anno abbiano esercitato l’opzione per l’applicazione del “regime speciale per i lavoratori impatriati” previsto dal decreto internazionalizzazione.


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