Studenti e ricercatori

Fondi a 180 dipartimenti e bonus da 3mila euro al 60% dei ricercatori e al 20% degli associati

di Marzio Bartoloni

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La manovra è pronta a fare il suo ingresso in Parlamento con un pacchetto per studenti e università che vale 500 milioni a cui si aggiunge il bonus per i neo diciottenni prorogato anche il prossimo anno (500 euro di bonus per la cultura per un costo complessivo di quasi 300 milioni). In pista 271 milioni per i migliori 180 dipartimenti, un bonus ricerca da 3mila euro per 14mila ricercatori e associati (45 milioni stanziati). E poi ancora 130 milioni per il diritto allo studio: 50 saranno destinati a rimpinguare la dote del Fis (il Fondo integrativo statale che sale a 217 milioni) che paga borse di studio e altri servizi , altri 80 milioni vengono invece stanziati per introdurre la no tax area: saranno secondo le prime stime quasi 310mila gli studenti a usufruire della gratuità delle tasse (perché hanno un Isee sotto i 13mila euro). Un numero che sale a quasi 650mila se si aggiungono gli studenti che potranno beneficiare delle tasse calmierate (perché hanno un Isee tra 13mila e 25mila euro). In più la manovra stanzia i fondi (6 milioni nel 2017, 13 nel 2018 e 20 a regime dal 2019) per finanziare 400 superborse da 15mila euro ad altrettanti studenti meritevoli.

Il finanziamento per i migliori dipartimenti
La manovra stanzia 271 milioni dal 2018 per introdurre un finanziamento quinquennale, dell’importo annuo di 1,350 milioni, per 180 dipartimenti delle università statali che rispondano a determinati requisiti di qualità della ricerca e capacità progettuale. Per i dipartimenti delle aree scientifico-tecnologiche e medica (aree Cun da 1 a 9) ci sarà un’addizionale annua di 250mila euro. L’Anvur avrà il compito di definire e assegnare un apposito «Indicatore Standardizzato della Performance Dipartimentale» (Ispd) nei rispettivi settori scientifico disciplinari. Ogni dipartimento potrà partecipare a progetti di sviluppo della durata di 5 anni per solo una delle 14 aree disciplinari del consiglio universitario nazionale. Le somme attribuite ad ogni dipartimento possano essere utilizzate per non più del 70% per il reclutamento di professori o ricercatori. Nell’ambito di tale percentuale sono previste quote minime da destinare al reclutamento di professori non già appartenenti all'ateneo (30%) e di ricercatori (almeno 25%).

Il bonus per i ricercatori
Al via subito un bonus ricerca da 3mila euro destinato al 60% dei ricercatori e almeno al 20% dei docenti associati. Secondo le stime del Governo si tratta di 14mila possibili beneficiari. Entro il 31 luglio di ogni anno (a partire dal 2017), l’Anvur, con riferimento a ciascun settore scientifico disciplinare, predispone l’elenco dei ricercatori che possono richiedere il finanziamento annuale, individuale, delle attività base di ricerca. Sono inclusi tutti i ricercatori in servizio a tempo pieno nelle università statali. Sono esclusi i ricercatori in regime di impegno a tempo definito, quelli collocati in aspettativa o chi ha ricevuto fondi dall'Erc (il consiglio europeo della ricerca) o dai bandi Firb o Prin. Il finanziamento arriverà all'80% dei ricercatori a patto che negli ultimi 5 anni dimostrino di essere stati attivi nella ricerca in base a un indicatore della produzione scientifica calcolato dall'Anvur sulla base dei dati disponibili per l'ultimo triennio. Entro il 30 settembre di ogni anno ciascun ricercatore, incluso negli elenchi predisposti dall'Anvur, potrà presentare la domanda diretta ad ottenere questo bonus di 3mila euro. Ed entro il 30 novembre il Miur trasferirà alle università il finanziamento annuale che spetta ai ricercatori.

Il diritto allo studio
La manovra stanzia innanzitutto 50 milioni in più per le borse di studio. E prevede che per accedere alle risorse, ciascuna regione è tenuta a razionalizzare l'organizzazione degli enti erogatori dei servizi per il diritto allo studio mediante l’istituzione, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della manovra, di un unico ente erogatore. La legge di bilancio introduce poi la no tax area che dovrebbe escludere dal pagamento delle tasse oltre 300mila studenti. E calmiera le tasse per altri 350mila. In particolare si prevede che siano esonerati dal pagamento del «contributo onnicomprensivo annuale» gli studenti che soddisfano tre requisiti: appartenere ad un nucleo familiare il cui l ’indicatore della situazione economica equivalente sia inferiore o eguale a 13mila euro; essere iscritti all’università da un numero di anni inferiore o eguale alla durata normale del corso di laurea o laurea magistrale a ciclo unico, aumentata di un anno. E poi, ultimo requisito, dimostrare di avere ottenuto un certo numero di crediti formativi entro il 10 agosto di ogni anno: al secondo anno accademico almeno 10, per gli anni successivi almeno 25. Per chi ha redditi tra 13mila e 25mila - le soglie saranno riviste ogni 3 anni - il contributo non potrà superare l'8 per cento della quota di Isee eccedente i 13mila euro. Ma se lo studente è fuori corso (di oltre un anno) il contributo viene aumentato del 50%, con un valore minimo di 200 euro. Per questa misura si stanziano 40 milioni per il 2017 e 80 milioni dal 2018.

Le super borse
In pista anche 400 borse da 15 mila euro per gli studenti più bravi e con un Isee sotto i 20mila euro: 320 dovrebbero essere destinate a studenti iscritti a corsi di laurea triennale, 60 a studenti iscritti a corsi di laurea magistrale a ciclo unico di 5 anni e 20 a studenti iscritti a corsi di laurea magistrale a ciclo unico di 6 anni. Ad assegnare le superborse ai meritevoli ci penserà la nuova Fondazione «articolo 34» (dall'articolo della Costituzione dedicato al diritto allo studio) che prenderà il posto della Fondazione del merito, inventata dall'ex ministro Gelmini nel lontano 2010 e mai partita. Entro il 30 aprile di ogni anno, la Fondazione bandisce almeno 400 borse di studio - ciascuna del valore di 15mila euro - destinate a studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi. Sono ammessi a partecipare al bando gli studenti iscritti all'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado che soddisfino tre requisiti: Isee inferiore ed eguale a 20mila euro e medie dei voti almeno di 8/10 in tutte le materie, negli scrutini finali del penultimo e del terzultimo anno della scuola e negli scrutini intermedi dell'ultimo anno. Infine i punteggi riportati nelle prove Invalsi in italiano e matematica devono ricadere nel primo quartile dei risultati della regione della scuola. Per non perdere la borsa entro il 10 agosto di ogni anno lo studente dovrà aver conseguito tutti i crediti formativi degli anni accademici precedenti e almeno 40 crediti formativi dell'anno accademico in corso, con una media dei voti non inferiore a 28/30 e nessun voto più basso di 24/30.


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