Pianeta atenei

Al via pacchetto di semplificazioni per gli atenei, i 25 milioni per gli enti di ricerca slittano al 2018

di Mar.B.

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Niente più controllo preventivo della Corte dei conti per i contratti a tempo determinato fatti dagli atenei, stop alle limitazioni per le spese che le università sostengono per missioni e formazione. E poi turn over meno penalizzante per quegli atenei che non sono in regola con i conti (il prossimo anno sarà garantito il 50%, rispetto al 30%), mentre i fondi del Miur destinati alla ricerca diventano impignorabili. Infine slittano dal 2017 al 2018 i 25 milioni in più previsti per gli enti di ricerca per svolgere attività di ricerca di «valenza internazionale».

Da ora in poi alle Università statali non si applicano più le norme che sottopongono al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti gli atti e i contratti con i quali vengono conferiti a esperti, di particolare e comprovata specializzazione, incarichi individuali (articolo 7 Dlgs 165/2001). A decorrere dal 2017 le limitazioni oggi previste per tutta la spesa effettuata dalle università per missioni e per la formazione decadono: gli atenei quindi saranno più tenuti al versamento annuale ad appositi capitoli dell'entrata del bilancio dello Stato delle somme dovute . il prossimo anno si alza anche la soglia minima del turn over per le università al 50 per cento. Si tratta di un intervento che risponde all’esigenza di ottimizzare la redistribuzione del turn over nazionale (che complessivamente era pari al 60% nel 2016 e passerà all'80% nel 2017 e al 100% dal 2018) portando la percentuale minima di turn over assicurata ad ogni università, dall’attuale 30% appunto al 50 per cento. Infine si prevede che le somme destinate, a qualsiasi titolo, dal Miur al finanziamento delle attività di ricerca non siano soggette ad esecuzione forzata. Gli atti di sequestro e di pignoramento su questi fondi sono nulli, questo per impedire - come è accaduto spesso in passato - che i fondi destinati alla ricerca (già limitati) siano distolti dalla loro naturale finalità. Infine viene confermato il finanziamento aggiuntivo di 25 milioni per il Foe - il Fondo ordinario degli enti di ricerca -, ma l’aumento scatterà nel 2018 e non nel 2017 come previsto nelle bozze precedenti. Risorse che saranno destinate alle «attività di ricerca a valenza internazionale» .


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