Studenti e ricercatori

Studenti critici sulla manovra: non risolve i problemi. Il rettore di Firenze: misure importanti

di Al. Tr.

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Lo student act non piace agli universitari. Per l'Udu la no tax area è «uno spot che non va nella direzione auspicata», e per Link le misure sulla tassazione messe in campo dal Governo «non è la soluzione a un quadro che è drammatico». Al contrario, per il rettore dell'ateneo di Firenze, Luigi Dei, la bozza della manovra «contiene misure importanti».

Studenti critici
Secondo alcune bozze circolate sulla stampa «sarà abolito il Dpr306/1997 con il quale veniva fissato il tetto del 20% per la contribuzione studentesca - ha detto la coordinatrice nazionale Udu, Elisa Marchetti - e questa abolizione non è certo una soluzione, perchè significherebbe liberalizzare totalmente le tasse universitarie per gli Isee sopra i 25mila euro». Inoltre «per gli studenti fuoricorso che rientrano nella fascia calmierata è previsto un aumento del 50% rispetto all'importo dovuto e comunque non inferiore ai 200 euro- ha aggiunto Marchetti - e infine, non è previsto alcun vincolo per la tassazione di studenti provenienti da Stati extra Ue, lasciando libertà assoluta agli atenei: bel modo di attrarre studenti dentro e fuori l'Italia».«Questa legge di stabilità non contiene né merito né bisogno, vogliamo chiarezza su quanto sarà contenuto nella bozza che sarà presentata al parlamento» aggiunge la coordinatrice Udu, chiedendo che «si riapra subito il confronto con gli studenti o siamo pronti a dare battaglia».
Critico anche Andrea Torti, coordinatore di Link Coordinamento universitario, che cita i dati sull'Italia contenuti nel recente rapporto Eurydice - tasse record e borse di studio per meno del 10% degli universitari - e spiega che le risorse dello Student Act «vanno concentrate per garantire un reale diritto allo studio per eliminare gli studenti idonei non beneficiari e per regolamentare la contribuzione studentesca» e che «non c'è spazio nè per le superborse, misura propagandistica e sbagliata in quanto crea un sistema parallelo dove a solo pochi eletti si garantisce un diritto allo studio solido, nè per il bonus di 500 euro per diciottenne, una misura spot ed elettorale». «Il governo deve ripartire dal confronto con gli studenti - aggiunge Torti - e noi abbiamo presentato una proposta per la tassazione universitaria che tende alla gratuità del sistema e stiamo raccogliendo 50mila firme per la legge di iniziativa popolare All In per il diritto allo studio».

Il rettore di Firenze: misure condivisibili
Per l'università «ci sono interventi condivisibili e importanti nella bozza della legge di stabilità: auspichiamo, sotto questo profilo, che tale impianto venga mantenuto» ha detto il rettore di Firenze, Luigi Dei, spiegando che «sulla bozza della legge di stabilità nella riunione della Crui si è parlato di due interventi importanti da valutare positivamente: il primo è la no tax area, cioè la non tassabilità da parte dell'università per gli studenti fino a un indice di 13.500 sull' Isee, con relativo finanziamento statale, come forma indiretta di diritto allo studio per far recuperare all'università quelle tasse che non prenderà da questi allievi». L'altra misura giudicata positiva sono «i 270 milioni in più su fondo finanziamento ordinario che riporterebbe il livello del fondo a livelli pre Gelmini - ha continuato il rettore - un recupero consistente, realizzato con logica condivisibile, cioè premiare circa 200 dipartimenti universitari particolarmente performanti nella qualità della ricerca».


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