Pubblica e privata

Il governo in Arexpo con il 39%, avanza Human Technopole

di Giovanni Mancini e Marzio Bartoloni

A fine novembre il governo diventerà ufficialmente il primo azionista di Arexpo – la società che gestisce i terreni che hanno ospitato Expo 2015 e il loro futuro sviluppo – con il 39% delle quote .Dopo mesi di attesa, annunci e decreti, è stato reso noto nei dettagli il nuovo assetto societario di Arexpo , che verrà ratificato ufficialmente il prossimo 29 novembre nell’assemblea dei soci che varerà l’aumento di capitale necessario a far entrare come socio di maggioranza il governo, come stabilito quasi un anno fa nel decreto «Happy Days» e definito con il Dpcm dello scorso 9 marzo.

La perizia del tribunale ha infatti deciso che la quota dell’Esecutivo, attraverso l’aumento di capitale da 50 milioni versati dal ministero dell’Economia e delle Finanze, diventerà primo azionista con una quota compresa tra il 39,09% e il 39,33% e due dei cinque componenti del consiglio di amministrazione. Nel capitale resteranno poi, come noto, Regione Lombardia e Comune di Milano con una partecipazione paritaria attorno al 21%. Manterrà inoltre circa il 16% delle quote Fondazione Fiera Milano, che invece in un primo momento, ancora l s corso anno, aveva ipotizzato la possibilità di uscire dall’azionariato, vendendo la sua quota nella totalità, e in seguito di restare con una partecipazione attorno al 10%. Infine, confermano la presenza nel capitale, con quote minori, anche il Comune di Rho e la Città metropolitana di Milano.«L’assemblea di fine novembre – ha commentato l’ad di Arexpo Giuseppe Bonomi – segnerà una tappa importante della vita societaria. Si conferma il percorso che rafforza la società dal punto di vista patrimoniale e testimonia il valore strategico del progetto di un grande Parco del sapere, della scienza e dell’innovazione sull’ex sito di Expo 2015. Un progetto che vedrà in tempi brevi un ulteriore passo avanti con la pubblicazione del bando per la scelta degli advisor per la realizzazione del masterplan dell’area». L’ingresso del ministero, con la sua dote finanziaria, sarà determinante per risolvere i problemi di liquidità di Arexpo, che ha un patrimonio di 94 milioni ma un indebitamento di circa 80 milioni.

Intanto nelle bozze della manovra arrivano i fondi per il decollo della Fondazione Human technopole: previsti 10 milioni nel 2017, 114,3 milioni per il 2018, 136,5 milioni per il 2019, 112,1 milioni per il 2020, 122,1 milioni per il 2021, 133,6 milioni per il 2022 e 140,3 milioni a decorrere dal 2023. «Il contributo - si legge nella legge di bilancio - è erogato sullo base dello stato di avanzamento del progetto». Sono membri fondatori il ministero dell'Economia e il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, «ai quali viene attribuita la vigilanza sulla Fondazione». Il Comitato di coordinamento previsto dal Dpcm firmato nelle settimane scorse dal premier Renzi predispone lo schema di statuto della Fondazione che è approvato con altro Dpcm su proposta del Mef di concerto con il Miur. Lo statuto stabilisce la denominazione della Fondazione e disciplina, tra l'altro, la partecipazione di altri enti pubblici e privati compreso i rapporti con l'Iit di Genova.

In manovra entra anche lo stanziamento, per il 2017, di 8 milioni per l’«avvio delle attività di progettazione» per la realizzazione di un polo della didattica accanto al Tecnopolo. Ovvero, il Campus dell’Università Statale, il cui progetto necessita tra i 340 e i 380 milioni, di cui 130 di provenienza pubblica. Determinante sarà il ruolo di Cassa depositi e prestiti.


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