Studenti e ricercatori

No tax area per gli studenti “in regola”, superborse assegnate dall’ex Fondazione per il merito

di Marzio Bartoloni

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Le bozze della manovra confermano gli interventi - anticipati da Scuola24 - per studenti e diritto allo studio. Niente tasse universitarie per chi ha un Isee che non supera i 13mila euro e conquista un certo numero di crediti e non abbia accumulato più di un anno di ritardo sul ruolino di marcia del corso di laurea a cui è iscritto. Tasse “calmierate” invece per chi ha un reddito sopra i 13mila ma sotto i 25mila euro, con un costo più salato però per i “fuori corso” da più di un anno. Nei rimborsi agli atenei - che perderanno i guadagni delle tasse - entrerà poi anche il costo standard per studente. Le 400 super borse da 15 mila euro saranno invece assegnate dalla nuova Fondazione articolo 34 - che prende il posto della Fondazione per il merito - a chi ha un Isee sotto i 20mila euro e dimostra di avere un buon curriculum non solo alle scuole superiori ma anche dopo all’università. Requisito indispensabile questo per non perdere l’assegno l’anno dopo. Confermato infine anche per quest’anno l’intervento di 50 milioni per rimpinguare il Fis, il Fondo integrativo statale per il diritto allo studio che sale così a 217 milioni. Con due novità: le Regioni dovranno razionalizzare la gestione delle borse creando un solo ente erogatore e un decreto Miur-Mef (in attesa dei Lep) stabilirà i fabbisogni finanziari regionali per il diritto allo studio.

La no tax area
La bozza della legge di bilancio prevede che siano esonerati dal pagamento del «contributo onnicomprensivo annuale» gli studenti che soddisfano tre requisiti: appartenere ad un nucleo familiare il cui l ’indicatore della situazione economica equivalente sia inferiore o eguale a 13mila euro; essere iscritti all’università da un numero di anni inferiore o eguale alla durata normale del corso di laurea o laurea magistrale a ciclo unico, aumentata di un anno. E poi, ultimo requisito, dimostrare di avere ottenuto un certo numero di crediti formativi entro il 10 agosto di ogni anno: al secondo anno accademico almeno 10, per gli anni successivi almeno 25. Per chi ha redditi tra 13mila e 25mila - le soglie saranno riviste ogni 3 anni - il contributo non potrà superare l’8 per cento della quota di Isee eccedente i 13mila euro. Ma se lo studente è fuori corso (di oltre un anno) il contributo viene aumentato del 50%, con un valore minimo di 200 euro. Ma come saranno “rimborsate” le università dalla presumibile perdita di incassi legati alle tasse universitarie. La manovra stanzia 40 milioni in più per il Ffo nel 2017 e 85 milioni a a decorrere dal 2018. Somma ripartita il prossimo anno tra le università in proporzione al numero degli studenti esonerati dal pagamento di ogni contribuzione nell’anno accademico 2016/2017 con le vecchie regole, mentre dal 2018 si prenderà il numero degli studenti esonerati con le nuove regole moltiplicato per il costo standard per studente in corso di ateneo.

Le superborse
Ad assegnare le superborse ai meritevoli ci penserà la nuova Fondazione «articolo 34» (dall’articolo della Costituzione dedicato al diritto allo studio) che prenderà il posto della Fondazione del merito, inventata dall’ex ministro Gelmini nel lontano 2010 e mai partita. Entro il 30 aprile di ogni anno, la Fondazione bandisce almeno 400 borse di studio - ciascuna del valore di 15mila euro - destinate a studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi.
Sono ammessi a partecipare al bando gli studenti iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado che soddisfino tre requisiti: Isee inferiore ed eguale a 20mila euro e medie dei voti almeno di 8/10 in tutte le materie, negli scrutini finali del penultimo e del terzultimo anno della scuola e negli scrutini intermedi dell’ultimo anno. Infine i punteggi riportati nelle prove Invalsi in italiano e matematica devono ricadere nel primo quartile dei risultati della regione della scuola. Per non perdere la borsa entro il 10 agosto di ogni anno lo studente dovrà aver conseguito tutti i crediti formativi degli anni accademici precedenti e almeno 40 crediti formativi dell’anno accademico in corso, con una media dei voti non inferiore a 28/30 e nessun voto più basso di 24/30.


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