Studenti e ricercatori

Il nuovo presidente Cnsu: «Subito la riforma per un Consiglio degli studenti più forte»

di Marzio Bartoloni

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Diritto allo studio, tasse universitarie, accesso al mondo del lavoro, più posti per i dottorandi (compresa l’eliminazione delle tasse e l’estensione della discoll), numero chiuso a Medicina da rivedere. Queste alcune delle priorità di Anna Azzalin neo presidente del Consiglio nazionale degli studenti universitari (eletta nelle liste dell’Udu). Che ai primissi posti della sua agenda «in assoluta continuità» con il lavoro fatto finora dal suo predecessore Andrea Fiorini mette anche l’attuazione dell’auto riforma del Cnsu votata dal Consiglio all’unanimità lo scorso marzo e che ora il Miur dovrebbe fare propria con un apposito decreto (un Dpr per l’esattezza). «Ne parleremo presto con il ministro Giannini perché questa riforma che punta a dare più incisività all’organo di rappresentanza degli studenti diventi presto realtà».

Azzalin - eletta con i voti dell’Udu e Link coordinamento universitari - ricorda il documento votato da tutte le componenti studentesche nel marzo scorso che in sostanza chiede di riformare, dopo quasi 20 anni, il Dpr 491 del 1997 che disegnò l’identikit del Cnsu. L’organo consultivo che rappresenta il mondo degli studenti avrebbe perso nel tempo peso con il ministero che ricorre sempre di meno ai suoi pareri. Da qui una serie di richieste: si va dalla richiesta di formalizzare le audizioni del Cnsu presso le commissioni parlamentari ogni volta che viene trattato un tema di carattere universitario alla possibilità di effettuare audizioni presso il Consiglio da parte di una delegazione rappresentativa di atenei, o di altri soggetti che vogliono sottoporre particolari temi al Cnsu. Altre novità sono la possibilità di indire referendum studenteschi, di esprimere pareri sulle Carte dei Diritti adottate dagli atenei, sui regolamenti didattici e sui regolamenti delle elezioni studentesche. «Vogliamo dare a questo organo una maggiore forza istituzionale, visto che finora ha avuto un campo limitato», avverte Azzalin. Che invece sulla manovra resta cauta in attesa di leggere il testo, anche se dalle anticipazioni «emergono luci e ombre». «Sono positivi i 50 milioni in più per il diritto allo studio così come la no tax area anche se bisogna vedere come sarà messa in pratica sul resto voglio leggere le norme e parlarne in Consiglio. Certo voglio restare alle parole del sottosegretario Faraone che ha promesso in un incontro recente con gli studenti di superare lo scandalo degli idonei senza borsa di studio»


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