Studenti e ricercatori

«Student act» in legge di bilancio: studenti critici,M5S “promuove” la no tax area

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Prime reazioni alle anticipazioni di Scuola24 sulle misure contenute nella manovra per l’università. Gli studenti criticano gli interventi «spot» del Governo che non prevedono finanziamenti complessivi per gli atenei e il diritto allo studio. Dai Cinque stelle arriva invece una mezza apertura all’introduzione della no tax area per gli studenti con redditi bassi: «Bene, ma si può fare di più: chiederemo correttivi».

Il mezzo sì dei pentastellati allo student act
«Le misure che il governo starebbe predisponendo all’interno della legge di Bilancio, incentrate sulla creazione di una no tax area per gli studenti con reddito Isee inferiore a 13 mila euro e una riduzione del contributo per la fascia al di sotto dei 30 mila euro, costituirebbero un passaggio necessario per ridare ossigeno al nostro sistema universitario, da anni in crisi», spiegano in un comunicato diffuso ieri i deputati M5S in commissione Cultura. «Del resto non più tardi di quattro mesi fa alla Camera era giunta in Aula la nostra proposta di Legge (Gianluca Vacca) sulle tasse universitarie, prestata già nel 2013 e che aveva le stesse caratteristiche del provvedimento che dovrebbe vedere la luce a breve. La maggioranza allora costrinse la nostra proposta a tornare in commissione, ora il governo si fa avanti: sarebbe stato istituzionalmente corretto - osservano i parlamentari M5S - che al Parlamento fosse lasciata la possibilità di svolgere il suo lavoro, evitando di trasformare questo tema in una gara a chi ci mette sopra il cappello, ma certamente la cosa più importante è che si giunga a una soluzione efficace e utile per gli studenti». Per i Cinque stelle però la soglia Isee di 13 mila euro è troppo bassa: «Presenteremo certamente dei correttivi per chiedere di ampliare la soglia di accesso alla no tax area».

Le critiche degli studenti
«Dopo le 500 cattedre Natta assegnate agli Atenei direttamente dalla Presidenza del Consiglio ora il governo vuole dirigere direttamente i fondi verso pochi dipartimenti eliminando, di fatto, la libertà di ricerca». Questo il giudizio di Andrea Torti, coordinatore di Link-Coordinamento Universitario, sulla misura con cui il Governo finanzierà la ricerca dei migliori dipartimenti con 300 milioni.Per Torti nella legge di bilancio rischia di non esserci «alcun finanziamento complessivo per il sistema universitario nazionale» a favore invece di pochi fondi stanziati per «interventi spot a pochi dipartimenti scelti utilizzando i criticatissimi criteri Anvur». Per gli studenti di Link-Coordinamento Universitario «lo Student Act non solo da l’alibi al Governo per non rifinanziare il Fondo di Finanziamento Ordinario, ma attacca anche il sistema di diritto allo studio». La proposta del Governo creerebbe infatti «un sistema parallelo in cui a solo pochissimi eletti - fa notare Link - si garantisce un diritto allo studio reale. Riteniamo tutto questo gravissimo e inaccettabile: il nostro è il Paese con meno laureati in Europa». L’associazione studentesca ammette che la proposta della no tax area è «un passo in avanti rispetto all'attuale situazione in cui le tasse universitarie sono fuori controllo», ma ritiene questa misura «ancora insufficiente sia per l'esigua fascia di studenti che andrebbe a coinvolgere, sia perché non inserita all'interno di una nuova normativa che regolamenti l'intero sistema di contribuzione studentesca».


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