Studenti e ricercatori

Studenti di nuovo sul piede di guerra: pronti i ricorsi contro i test a numero chiuso

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Puntuali come ogni anno dopo i test di ammissione di settembre alle facoltà a numero chiuso e la pubblicazione delle graduatorie arrivano i ricorsi. Alla luce delle «moltissime segnalazioni di irregolarità» l’Unione degli universitari ha infatti deciso di mettere in moto la macchina dei ricorsi.

Ricorsi in rampa di lancio
«Come ogni anno abbiamo atteso l’uscita delle graduatorie per intraprendere con l'Avvocato Michele Bonetti eventuali ricorsi. Unica eccezione - sottolinea l’associazione studentesca – il caso della mancata sottoscrizione della scheda anagrafica per cui già nei giorni passati avevamo predisposto il form per le adesioni al ricorso con cui chiedere che sia superato il vizio formale e gli studenti siano riammessi in graduatoria». «La prima irregolarità - osserva Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Udu - riguarda la domanda 16 nel test di Medicina. Nella correzione il Miur ha in un primo momento indicato come risposta corretta la A. Successivamente, viste le tantissime segnalazioni relative alla non univocità della risposta, al momento della pubblicazione dei punteggi in forma anonima, il Miur ha assegnato a tutti i concorrenti 1,5 punti, i quali innegabilmente hanno influito sulla graduatoria». «Sicuramente tale domanda - insiste l’Udu - ha generato molta confusione sia durante lo svolgimento della prova che nei giorni immediatamente successivi e ha finito col penalizzare molti studenti». L’Udu fa sapere agli studenti che è pronta a presentare ricorso per quegli studenti che, avendo risposto correttamente secondo la prima valutazione del Miur, si trovano nei posti immediatamente successivi agli ultimi ammessi (nella forbice di circa 2 punti)

Le richieste degli studenti
«Quest’anno abbiamo, inoltre, dovuto constatare - continua la coordinatrice dell'Udu - che moltissime domande non erano inedite, bensì prese o da libri per esercitazioni, da vecchi quiz o peggio da quelle somministrate nei test di preparazione fatti da istituti privati. Sebbene non sia rilevante da un punto di vista giuridico, condanniamo profondamente la scelta operata dal Miur. È la dimostrazione di quanto denunciamo da tempo: esiste un business che gravita intorno al sistema a numero chiuso, che di fatto rappresenta insieme alla volontà degli Ordini il vero motivo per cui non si supera l'attuale modello di accesso». «Noi continuiamo a chiedere che non si speculi e si ricerchi profitto dalle speranze di chi chiede solamente di poter accedere alla facoltà che si è scelta per il proprio futuro: vogliamo superare l'attuale modello e andare verso il libero accesso», conclude Marchetti chiedendo al Miur di rivedere il D.M. 546/16 relativamente alla chiusura anticipata delle graduatorie a fine primo semestre «quando verosimilmente non tutti i posti messi a bando saranno stati assegnati» e se così non sarà - anticipa - si adiranno le vie legali.


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