Pubblica e privata

Tecnopolo a regime da febbraio 2019

di Giovanna Mancini

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Il progetto dello «Human Technopole-Italia 2040» è pronto a entrare nella fase operativa: il piano scientifico e finanziario è stato approvato dal Mef a fine agosto, mentre la scorsa settimana il Governo ha firmato il decreto con cui stanzia i primi 80 milioni e ne dettaglia la gestione. E la prima “pietra” potrebbe essere posata già a gennaio o febbraio del 2017.

Lo ha detto ieri il premier Matteo Renzi, tornato a Milano per la terza volta in meno di un mese, dal palco del Piccolo Teatro Grassi, dove già lo scorso novembre aveva lanciato l’idea del Tecnopolo e lo scorso febbraio ne aveva presentato il piano scientifico, redatto da un comitato di esperti coordinati dall’Istituto tecnologico di Genova in collaborazione con tre atenei milanesi. «Lo Human Technopole è tra i simboli di una Milano che deve prendere per mano il Paese e accompagnarlo verso il futuro – ha detto Renzi –. Il Tecnopolo rappresenta un disegno strategico sul sistema Paese di livello internazionale». Il Governo ha stanziato i fondi, ha aggiunto il premier: «Ora tocca a esperti, università e istituti di ricerca sviluppare la parte scientifica, con l’obiettivo di attrarre i migliori cervelli a livello internazionale».Il progetto approvato – e riassunto ieri dal direttore scientifico dell’Iit Roberto Cingolani - ricalca quello presentato in febbraio, fatta salva qualche modifica per recepire i pareri del panel di esperti internazionali interpellati dal Miur. In un’area di circa 35mila metri quadrati troveranno spazio sette centri di ricerca su genomica, scienze computazionali e big data, analisi e nanotecnologie, oltre a tre facilities condivise. A regime (sette anni), vi lavoreranno circa 1.500 persone, tra scienziati (il 75% del totale), tecnici e amministrativi, con un costo annuo per il mantenimento stimato in circa 140 milioni, ovvero 90mila euro annui di costo «full» per ogni ricercatore. Il fabbisogno operativo sarà di 80 milioni per il 2017, di 124 nel 2018 e appunto di 140 milioni a partire dal 2019, conclusa la fase di start up. L’obiettivo è ambizioso: diventare un polo di avanguardia mondiale nella ricerca e sperimentazione biomedica.

Cingolani ha anche elencato le prossime tappe: in ottobre l’insediamento di un Comitato di controllo; tra gennaio e febbraio 2017 la creazione dell’ente Human Technopole e la definizione della sua entità giuridica, ma anche l’avvio dei bandi per i lavori e per le call internazionali dei «top scientists» internazionali. Questa prima fase, come specificato nel Decreto, sarà gestita direttamente dall’Iit, che lascerà poi la guida alla nuova entità giuridica. Da febbraio 2019 si prevede la piena autonomia operativa del Tecnopolo. Ma Human Technopole non sarà che il punto di partenza di un progetto più grande, ha precisato il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina: «Sarà il pivot per creare nell’area post Expo una grande piattaforma di sviluppo per rendere competitive Milano e l’Italia nel campo della ricerca». Accanto al Tecnopolo arriveranno il Campus dell’Università Statale, i centri ricerca dell’Ibm e di altre multinazionali con cui sono già in corso trattative. E si lavora per portare qui la sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). La sfida, ha detto il presidente di Arexpo (e rettore del Politecnico di Milano) Giovanni Azzone, è mettere insieme sistema universitario, sistema della ricerca, imprese e multinazionali attive nel settore, per rendere questo luogo e più in generale Milano e l’Italia un polo attrattivo per investitori internazionali.


© RIPRODUZIONE RISERVATA