Studenti e ricercatori

Bonus da 5mila euro a prof e ricercatori. Per gli studenti avanza la no tax area

di Marzio Bartoloni

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La manovra comincia a prendere corpo anche per il pianeta università e ricerca. E spunta anche una sorpresa che potrebbero interessare da vicino la platea dei ricercatori e dei docenti. Dopo il bonus da 500 euro per i docenti delle scuole potrebbe arrivare un maxi bonus da 5mila euro per ricercatori e docenti più giovani (in particolare associati) da spendere per aggiornarsi e partecipare a convegni e congressi internazionali. La misura dovrebbe far parte di un pacchetto di interventi per il settore che tra le altre cose dovrebbe prevedere anche l’introduzione di una no tax area per gli studenti universitari, oltre a super borse di studio per gli indigenti. Allo studio anche la conferma, dopo la sua introduzione nella legge di stabilità dell’anno scorso, di un nuovo piano di assunzioni per mille ricercatori.

Nel giorno della presentazione della nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza avvenuta ieri notte si scoprono le prime carte relative alla legge di bilancio per il 2017. E nel mazzo delle misure che potrebbero valere circa 300 milioni in tutto potrebbe arrivare anche un bonus di almeno 5mila euro da destinare ai ricercatori e ai docenti dei dipartimenti più performanti dei nostri atenei. Soldi che serviranno agli studiosi per finanziarsi spese di aggiornamento e di studio (viaggi, convegni, ecc.). La misura dovrebbe vedere la luce nella legge di bilancio a fianco ad altre misure molto attese. Tra queste quella relativa all’introduzione di una no tax area per gli studenti e le famiglie con redditi più bassi (per Isee tra i 12mila e i 15 mila euro), un intervento a cui stanno lavorando i tecnici e per i quali serviranno almeno 100 milioni. Sul fronte diritto allo studio dovrebbe poi essere prorogato anche quest’anno il rifinanziamento per 50 milioni del Fondo integrativo statale (Fis) che finanzia prestazioni per gli studenti, a partire dalle borse di studio. In rampa di lancio ci dovrebbero essere anche le super borse di studio (10-15mila euro l’anno) per gli studenti meritevoli e con redditi bassi che grazie a questi “grant” potranno pagare tutte le spese (dal vitto all’alloggio fino alle tasse universitarie). Tra le misure che stanno più a cuore al ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca guidato da Stefania Giannini c’è poi la conferma, anche nella manovra di quest’anno, della misura che l’anno scorso ha consentito l’assunzione di mille ricercatori negli atenei e negli enti di ricerca: per l’esattezza 861 nei primi e 215 nei secondi. La misura vale circa 50 milioni l’anno. La volontà è quella di ripetere l’intervento per dare un segnale di continuità per la ricerca.


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