Studenti e ricercatori

H-Farm scommette anche sulla formazione universitaria

di Francesca Malandrucco

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Uno studente su due arriverà dall’estero, saranno tutti nativi digitali e parleranno perfettamente inglese. E’ a loro che si rivolge la nuova H-Digital Trasformation School, la business school privata creata da H-Farm per formare i futuri manager del digitale. La società di Treviso quotata sul mercato Aim della Borsa di Milano, che ha fatto del lavoro di accelerazione delle startup una missione ma anche un business, punta ora alla formazione dei giovani, gli startupper del futuro. Per questo ha inserito all’interno del neonato H-Campus, che si occuperà dell’educazione dei ragazzi dai 3 ai 26 anni, anche un percorso universitario che va dalla laurea triennale ai master di secondo livello.

I corsi
I corsi della faculty internazionale inizieranno a partire dal prossimo anno accademico, 2017-2018, con classi snelle per un numero massimo di 20 studenti. Due sostanzialmente i percorsi di studio che caratterizzeranno la laurea triennale: il primo in business, con un focus sul nuovo modo di fare impresa a partire dalla share economy, e il secondo in Interaction design, la disciplina che studia e sviluppa l’interazione tra esseri umani e sistemi meccanici. A dirigerlo, in questo caso, saranno due star di questa disciplina, Gillian Crampton Smith e Philip Tabor. A seguire, poi, i master biennali, che avranno la valenza anche di laurea specialistica.

Master di secondo livello
Intanto, in attesa che venga inaugurato il primo anno accademico, dal prossimo mese di ottobre partiranno i master di secondo livello, 4 con durata annuale (60 crediti), e 2 executive con una durata di cinque mesi, concentrati nei week end e studiati ad hoc per chi ha già un lavoro. I primi a partire, il prossimo ottobre, saranno i master in Digital Entrepreunership, dedicato a coloro che vogliono avviare una propria startup o a lavorare nelle imprese più innovative del business contemporaneo, il Digital Innovation Executive MasterLab, pensato per aprire le porte del digitale offrendo strumenti concreti di lavoro, e infine il Re-design e trasformazione della pubblica amministrazione, riservato ai dirigenti e funzionari delle amministrazioni, dai comuni alle regioni, per acquisire nuove competenze e nuovi strumenti nelle modalità di erogazione dei servizi. Tra febbraio e marzo del prossimo anno, poi, prenderanno il via anche i master in Web Development, Retail Innovation e Multimedia Content Design.

La sfida
La scommessa della H-Digital Trasformation School sarà quella di immaginare in anticipo come il digitale trasformerà professioni, aziende e processi produttivi e insegnare ai ragazzi un nuovo modo di lavorare prendendo come modello il metodo utilizzato per le startup.
«Uno degli aspetti innovativi della didattica della nostra scuola – spiega Carlo Carraro, responsabile del progetto educativo di H-Campus, con un’esperienza alle spalle di rettore nell’università pubblica alla Ca Foscari di Venezia – è l’importanza che viene data alle soft skills, le competenze trasversali, oggi fondamentali per lavorare in squadra e raggiungere un obiettivo comune. Tutta la didattica sarà improntata, poi, sul lavoro in team, sulla costruzione di project work concreti, sulla sperimentazione diretta e il confronto con i migliori esperti dei differenti settori. Il nostro obiettivo sarà raggiungere un’integrazione tra gli studenti della Digital transformation school, gli startupper e le aziende che lavorano con H-Farm».
Un’integrazione che avverrà anche a livello architettonico. Il nuovo campus universitario, 30mila metri quadrati, nascerà accanto agli edifici intelligenti che ospitano oggi le startup di H-Farm, moduli di acciaio e vetro a irraggiamento solare, completamente immersi nella campagna veneta. Il processo di accreditamento della Digital transformation school presso il Miur è alle battute finali, mentre gli agenti di recruitment assoldati da H-Farm sono già al lavoro dagli Stati Uniti al Far East per raccogliere le iscrizioni al primo anno accademico.


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